Appalti pubblici: le ultime sentenza sul Documento unico di regolarità contributiva (Durc)

Tipologia
Notizia
Data
23/05/2018

Contratti della Pa - Appalti - Regolarità contributiva - Durc - Presenza della regolarità contributiva sino a querela di falso

Il Durc è un documento pubblico che stabilisce in modo ufficiale la presenza della regolarità contributiva, e fa fede sino a querela di falso. La sentenza ha poi precisato che la regolarità contributiva deve essere presente dal momento della presentazione dell' offerta sino all' aggiudicazione, e non è possibile l' adeguamento tardivo di questa obbligazione. (Vittorio Italia) T ar Puglia - Bari, Sez. II, 4 maggio 2018, n. 656 Appalti - Articolo 80, comma 4, Dlgs n. 50/2016 - Irregolarità contributive - Definitività della violazione e valutazione della gravità - Esclusivo apprezzamento dell' Inps Ai sensi dell' art. 80 comma 4 del Codice contratti pubblici, già nella versione anteriore al correttivo di cui al Dlgs 56/2017), sia la definitività della violazione sia la valutazione del requisito della gravità sono rimesse all' esclusivo apprezzamento dell' Inps, la cui certificazione si impone alle stazioni appaltanti, le quali non possono che prendere atto della situazione di regolarità e/o irregolarità della posizione previdenziale. L' amministrazione non è cioè competente a sindacare il rapporto interno tra Inps e impresa, né può entrare nel merito nella contestata irregolarità contributiva, vagliandone il livello di "gravità" onde ritenere il Durc negativo privo di efficacia escludente. (Amb. Dir.) T ar Lazio - Roma, Sezione II, sentenza 19 gennaio 2018, n. 667 Appalto - Servizio di recupero, custodia e acquisto dei veicoli oggetto dei provvedimenti di sequestro amministrativo fermo o confisca ai sensi dell' art. 214 bis Dlgs n. 285/1992 - Gara - Esclusione - Durc - Irregolarità Costituiscono causa di esclusione dalle gare di appalto le gravi violazioni alle norme in materia previdenziale e assistenziale ai sensi e per gli effetti dell' articolo 38, comma 1, lett. i), del Dlgs n. 163/2006: secondo tale approdo, la nozione di "violazione grave" non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale, e in particolare da quella del documento unico di regolarità contributiva; ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l' aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (Durc) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto. T ar Lazio - Roma, Sezione 1 ter, sentenza 30 novembre 2017, n. 11873 Appalti - Appalti pubblici - Gara - Partecipazione - Regolarità contributiva - Valutazione - Stazioni appaltanti - Esclusione - Competenza - Enti previdenziali invito alla regolarizzazione - Compreso La nozione di «violazione grave», in materia di regolarità contributiva, non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale; ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l' aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (Durc) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto. In tale contesto l' istituto dell' invito alla regolarizzazione, può operare solo nei rapporti tra impresa e l' ente previdenziale, ossia con riferimento al Durc chiesto dall' impresa e non anche al Durc richiesto dalla stazione appaltante per la verifica della veridicità dell' autodichiarazione. Pubblica amministrazione (Pa) - Contratti della Pa - Controlli - Regolarità contributiva - Violazione grave - Valutazione caso per caso - Esclusione - Ragioni La nozione di «violazione grave» degli obblighi previdenziali delle imprese concorrenti a procedure di gara per l' aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale, e in particolare dalla disciplina del documento unico di regolarità contributiva (Durc); ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l' aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (Durc) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto. Appalto - Regolarizzazione postuma contributiva - Illegittimità - Ratio È illegittima la regolarizzazione postuma contributiva, perché è in contrasto con il principio della par condicio dei concorrenti. La sentenza ha precisato che la regolarità contributiva deve essere presente sin dal momento della presentazione delle offerte e permane per tutta la durata dell' aggiudicazione e dei rapporti con la stazione appaltante. (Vittorio Italia) Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza 15 settembre 2017, n. 4349 Gara pubblica - Appalto di lavori - Aggiudicazione - Annullamento in autotutela - Per irregolarità del Durc - Domanda di rateizzazione del debito fiscale - Irrilevanza In tema di partecipazione a gare di appalto la sola presentazione dell' istanza di rateizzazione o di adesione alla rottamazione delle cartelle di pagamento, di cui alla legge n. 225/2016, non consenta la regolarizzazione retroattiva della posizione fiscale della società partecipante, ma al più una regolarizzazione postuma che non impedisce l' esclusione dell' impresa, in considerazione dei principi di parità di trattamento, autoresponsabilità e continuità del possesso dei requisiti per tutta la durata della procedura. T ar Campania - Salerno, Sezione I, sentenza 11 agosto 2017, n. 1299 Contratti della Pa - Servizi - Affidamento - Gara - Irregolarità contributiva - Verifica La verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l' aggiudicazione di appalti con la Pa è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (Durc) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto. T ar Sardegna - Cagliari, Sezione I, sentenza 18 luglio 2017, n. 500 Contratti della Pa - Affidamento - Gara - Durc - Accertamento della regolarità - Controversie - Giurisdizione Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, adito per la definizione di una controversia avente ad oggetto l' affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, l' accertamento inerente alla regolarità del documento unico di regolarità contributiva, quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal partecipante ad una gara. Tale accertamento viene effettuato, nei limiti del giudizio relativo all' affidamento del contratto pubblico, in via incidentale, cioè con accertamento privo di efficacia di giudicato nel rapporto previdenziale. Tar Lazio - Roma, Sezione 2 ter, sentenza 15 giugno 2017, n. 7034 Contratti della Pa - Appalto di servizi - Gara - Società - Mancato utilizzo del Durc - Non è causa di esclusione È legittima l' ammissione di una società ad una gara bandita dalla Pa per un appalto di servizi, se questa società non ha utilizzato il Durc (Documento di gara unico europeo), ma ha espresso il suo interesse per la partecipazione alla gara con le dichiarazioni ed i documenti richiesti dal bando. La sentenza ha precisato che il mancato utilizzo del Durc non è previsto come causa di esclusione. (Vittorio Italia) Appalti - Documento unico di gara europeo (Dgue) - Mancato utilizzo - Causa di esclusione - Inconfigurabilità - Articoli 80 e 85 Dlgs n. 50/2016 Il Dgue (Documento di gara unico europeo) è un modello autodichiarativo introdotto dal nuovo Codice appalti (articolo 85), volto a semplificare e ridurre gli oneri amministrativi che gravano sugli operatori economici, ma anche sugli enti aggiudicatori, che infatti sono tenuti ad accettarlo, ma il suo mancato utilizzo non è previsto come causa di esclusione, a tal fine rilevando, ai sensi e nei limiti dell' art. 80, solo il contenuto delle dichiarazioni in esso riportate. Non vi è pertanto ragione di escludere una società, che abbia presentato tutte le dichiarazioni e i documenti richiesti, per il mancato utilizzo del modello, peraltro ancora in fase di sperimentazione (v. circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 18 luglio 2016, n. 3). (Amb. Dir.) T ar Sicilia - Palermo, Sezione III, sentenza 14 aprile 2017, n. 1025

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 22/05/2018


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