Clausola sociale, per l'Anac riassorbimento da valutare

Tipologia
Notizia
Data
17/05/2018

Non esiste un obbligo assoluto di assorbimento del personale utilizzato da una impresa che «esce» da un contratto di appalto o di concessione; occorre valutare la compatibilità del riassorbimento con il fabbisogno richiesto dall' esecuzione del nuovo contratto.

Sono questi alcuni degli elementi contenuti nella proposta di linee guida predisposta dall' Anac (Autorità nazionale anticorruzione) recanti «La disciplina delle clausole sociali»; la proposta è stata posta in consultazione pubblica dal 14 maggio e fino al 13 giugno (chiunque potrà fornire elementi e osservazioni compilando l' apposito modulo reso disponibile sul sito Anac www.anticorruzione.it). La proposta viene emanata dall' Autorità guidata da Raffaele Cantone in attuazione di quanto stabilito dall' articolo 213, secondo comma del Codice dei contratti pubblici e, nella forma di atto regolatorio, fornirà indicazioni alle stazioni appaltanti sul delicato tema delle clausole sociali.
Le linee guida poste in consultazione disciplinano le modalità di applicazione e di funzionamento dell' istituto della clausola sociale, tenuto conto dell' obbligo stabilito all' articolo 50 del Codice dei contratti (dlgs n. 50/2016), secondo cui le stazioni appaltanti devono inserire, nei bandi e nelle lettere di invito, specifiche clausole volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato. Il codice infatti impone alla stazione appaltante un formale e specifico recepimento della clausola sociale nella lex specialis di gara e nel contratto di appalto o di concessione. La disciplina dell' articolo 50 si applica agli affidamenti di appalti e concessioni di lavori e di servizi diversi da quelli di natura intellettuale (per esempio, servizi professionali, consulenza), con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera.
Le stazioni appaltanti possono però prevedere la clausola sociale anche in appalti non caratterizzati dalla prevalenza della manodopera, con esclusione (oltre ai servizi di natura intellettuale) degli appalti di fornitura, degli appalti/concessioni in cui la prestazione lavorativa sia scarsamente significativa o anche irrilevante (per esempio, appalti di natura finanziaria) e dei casi in cui è riscontrabile l' elemento dell' intuitus personae. Le clausole sociali, comunque applicabili anche ai settori cosiddetti speciali (acqua, energia e trasporti) possono inoltre essere previste anche negli affidamenti sotto la soglia di applicazione della normativa Ue.
In merito all' obbligo di riassorbimento del personale l' Anac chiarisce che «in linea di principio» la stazione appaltante deve inserire le clausole sociali all' interno della lex specialis di gara, ma «l' applicazione della clausola sociale non comporta un indiscriminato e generalizzato dovere di assorbimento del personale utilizzato dall' impresa uscente, dovendo tale obbligo essere armonizzato con l' organizzazione aziendale prescelta dal nuovo affidatario». Il riassorbimento del personale, specifica l' Anac, è imponibile nella misura e nei limiti in cui sia compatibile con il fabbisogno richiesto dall' esecuzione del nuovo contratto e con la pianificazione e l' organizzazione del lavoro elaborata dal nuovo assuntore.

 

A cura di Italia Oggi del 16/05/2018 pag. 36 - autore ANDREA MASCOLINI


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