Esclusione dalla gara se le soluzioni migliorative modificano il progetto della Pa

Tipologia
Notizia
Data
14/05/2018

Le soluzioni migliorative possono esplicarsi in modo libero su tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a fondamento della gara, ma resta comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall' Amministrazione, pena l' esclusione dalla gara.

Lo stabilisce il Consiglio di Stato con sentenza n. 2587 pronunciata il 30 aprile 2018 dalla quinta sezione . Il caso Il casus belli si riferisce ad una gara per l' affidamento in concessione ventennale del servizio di gestione dei rifiuti urbani. L' appellante è stato escluso dalla procedura in considerazione della ritenuta difformità dell' offerta dallo stesso presentata rispetto alle prescrizioni dettate dalla lettera di invito. In particolare, sia in prime cure che in appello, il Giudice amministrativo conferma la decisione della stazione appaltante di sanzionare con l' esclusione l' operatore economico che in sede di offerta stravolge il progetto posto a base di gara. Nella specie è risultato che il ricorrente ha apportato al modello contenuto nella legge di gara modifiche talmente rilevanti da trasformarlo in modo significativo e sostanziale. Quindi l' esclusione è stata disposta per la rilevata (ed effettiva) carenza di elementi essenziali necessari per la partecipazione e, quindi, per la diretta violazione di disposizioni di legge. La decisione La decisione del Consiglio di Stato si rifà al principio già elaborato dalla giurisprudenza secondo il quale possono considerarsi proposte migliorative tutte quelle precisazioni, integrazioni e migliorie che sono finalizzate a rendere il progetto prescelto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste. Il Giudice amministrativo inoltre stabilisce che la disposizione dell' esclusione per tale causa non contrasta con il principio di tassatività delle cause di esclusione. La sentenza a proposito osserva che la coincidenza fra l' oggetto delle lavorazioni richieste in sede di lex specialis e quanto offerto dal singolo concorrente sia del tutto indefettibile ai fini della stessa partecipazione. In definitiva il Consiglio di Stato presta puntuale adesione all' orientamento secondo cui il principio di tassatività può ritenersi rispettato anche quando la legge, pur non prevedendo espressamente l' esclusione, imponga, tuttavia, adempimenti doverosi o introduca norme di divieto (in tal senso si veda la pronuncia dell' Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, 25 febbraio 2014, n. 9).

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 11/05/2018


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