L'offerta è valida se non indica gli oneri per la sicurezza aziendale ma li calcola nel prezzo

Tipologia
Notizia
Data
03/05/2018

Gli oneri per la sicurezza interna dell' impresa vanno esposti nell' offerta, ma non si determina automaticamente l' esclusione dell' impresa se questa non li ha indicati separatamente, ma ne ha tenuto conto nel prezzo globale dell' offerta.

Così il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2554/2018 , ha precisato la corretta interpretazione della norma che prescrive l' obbligo di contemplare tali costi espressamente: l' articolo 95, comma 10, del Dlgs 18 aprile 2016 n. 50.
Omessa indicazione separata Quindi per il Consiglio di Stato l' omessa indicazione degli oneri di sicurezza non può determinare l' esclusione automatica dell' impresa in base al nuovo Codice dei contratti. L' obbligo, previsto dal nuovo Codice al comma 10 dell' articolo 95, di considerare espressamente i cosiddetti oneri «interni», secondo il Tar va, invece, letto come puntuale evidenziazione degli stessi in maniera sé stante. Infatti, il primo giudice ha affermato che - pur nell' assenza di una chiara e inequivoca previsione - nella lex specialis di gara - di un obbligo avente ad oggetto l' espressa specifica indicazione degli oneri nell' offerta economica, si debba pervenire all' esclusione automatica della concorrente inadempiente.
Per il Tar si tratta di un quadro normativo ormai chiaro rispetto alle abrogate previsioni del D lgs 163/2006 fissando paletti oramai imperativi sui contenuti delle offerte e della loro validità, conconseguente effetto irrimediabilmente escludente per le violazioni dei requisiti richiesti. L' interpretazione del nuovo Codice Al Consiglio di Stato tale motivazione non pare condivisibile perchè spiega che la lettera della legge «non autorizza in sé» questa drastica conclusione, non essendo prevista alcuna sanzione di espressa esclusione conseguente alla violazione della nuova norma che non prescrive più, a differenza del precedente Codice, che i suddetti costi siano indicati «specificamente».
Secondo Palazzo Spada il Legislatore nazionale, nell' attuare la direttiva 2014/24/Ue, non si è realmente discostato dall' orientamento sostanzialistico del diritto Ue che non ha mai inteso comprendere l' inadempimento di questo mero obbligo formale - la mancata indicazione degli oneri per la sicurezza interna separatamente dalle altre voci dell' offerta - tra le cause di esclusione. La soluzione automaticamente escludente si porrebbe, dunque, in contrasto con l' indirizzo del diritto Ue tracciato a nche dalla Corte di giustizia dell' Unione europea. Per il Consiglio di Stato inoltre la soluzione «non escludente» non si pone in contrasto col regime del soccorso istruttorio quando la stazione appaltante consente «soltanto» all' impresa di specificare gli oneri interni già inclusi (ma non distinti) nel prezzo complessivo dell' offerta.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 01/05/2018


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