Rup in trasparenza

Tipologia
Notizia
Data
13/04/2018

Per la nomina del responsabile unico del procedimento (Rup) nelle commissioni di gara l' amministrazione deve motivare l' insussistenza di ragioni ostative rispetto alle attività effettivamente e concretamente svolte dal Rup nell' ambito della specifica procedura di gara.

Lo afferma la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Calabria Catanzaro, sezione prima, del 4 aprile 2018 n. 815 in tema di coincidenza soggettiva tra Rup e membro (o presidente) della commissione. Nel caso specifico era stato eccepito in giudizio la legittimità della nomina del Rup e presidente della commissione di gara.
Per i giudici calabresi il comma 4 dell' art. 77 del codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 50 del 2016) che disciplina tale possibilità, «escludendo ogni astratto e aprioristico automatismo in punto di incompatibilità», dà rilievo al fatto che occorre procedere, da parte dei competenti organi della stazione appaltante, a uno scrutinio «fattuale e in concreto» del livello di coinvolgimento del Rup nella regolamentazione e nello svolgimento delle operazioni della procedura di gara. Il collegio intende dire che la «valutazione» richiesta dalla norma alle stazioni appaltanti deve riguardare in particolare «le attività effettivamente e concretamente svolte dal Rup nell' ambito della specifica procedura di gara».
L' obiettivo sotteso a questa indagine è quello di «prevenire il pericolo concreto di possibili effetti distorsivi e di favoritismi prodotti dalla partecipazione alle commissioni giudicatrici di soggetti (progettisti, dipendenti che abbiano emanato atti del procedimento di gara e così via) che siano intervenuti a diverso titolo nella procedura concorsuale definendone i contenuti e le regole».
La disposizione del codice dei contratti pubblici che disciplina la materia deve essere quindi intesa nel senso di prescrivere la necessità, ogni qualvolta vi sia coincidenza soggettiva tra Rup e membro (o presidente) della commissione, di dare conto, (eventualmente) nel corpo della relativa determinazione amministrativa di nomina, quantomeno, della insussistenza di ragioni ostative in ordine a siffatta sovrapposizione di funzioni.

 

A cura di Italia Oggi del 13/04/2018 pag. 44


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