Acquisti, cambia la geografia dei soggetti aggregatori

Tipologia
Notizia
Data
24/01/2018

Il quadro dei soggetti aggregatori di riferimento muta, soprattutto a livello locale, con alcuni abbandoni e alcune new entry tra le città metropolitane e le province.

L' Autorità nazionale anticorruzione ha approvato la revisione del gruppo di soggetti deputati a gestire le gare per la domanda aggregata di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche in base all' articolo 9 della legge 89/2014, inserendo nell' elenco (in base alle istanze di rinnovo e a quelle presentate per la prima volta) 31 soggetti, oltre a Consip. Il quadro Il numero complessivo, pertanto, resta sempre inferiore al numero massimo di 35 previsto dalla norma legislativa di riferimento. Le centrali di committenza regionali sono rimaste invariate e sono il gruppo più numeroso (19 per le regioni e due per le province autonome di Trento e Bolzano). Nel terzo gruppo, che comprende i soggetti che acquisiscono la configurazione come aggregatori con l' iscrizione, escono dall' elenco la Città metropolitana di Bari e la Provincia di Perugia, mentre viene ammessa la Provincia di Brescia (peraltro avendo già una rodata esperienza come stazione unica appaltante per un numero molto rilevante di comuni aderenti). Le convenzioni Proprio l' ampia suddivisione con riferimento agli ambiti regionali e infraregionali consente alle amministrazioni locali di avere più punti di riferimento ai quali rapportarsi per sviluppare correttamente l' approvvigionamento obbligatorio di alcune importanti tipologie di servizi (facility management, manutenzione immobili, pulizie) quando il loro valore complessivo annuale supera la soglia comunitaria, che dal 1° gennaio 2018 è fissata a 221mila euro. Gli enti, infatti, sono tenuti ad avvalersi delle convenzioni-quadro stipulate dai soggetti aggregatori, ma possono anche sollecitarli a indire e realizzare gare aggregate, sulla base della domanda complessiva di più realtà. I Comuni non capoluogo possono rivolgersi ai soggetti aggregatori anche per la gestione di singole gare (ad esempio per la realizzazione di un' opera di interesse di un solo comune), quando superano il valore delle soglie individuate nell' articolo 37, comma 2 del Codice dei contratti pubblici (221mila euro per beni o servizi, 750mila euro per servizi sociali o un milione per lavori); i soggetti aggregatori rientrano infatti tra gli organismi a cui è possibile fare ricorso per attuare all' obbligo di centralizzazione della committenza previsto dal comma 4 della stessa disposizione (in alternativa a stazione unica appaltante, unione di comuni, centrale unica di committenza).

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 23/01/2018 - autore ALBERTO BARBIERO


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