Avvalimento, mettere limiti è illegittimo

Tipologia
Notizia
Data
05/01/2018

È illegittimo ogni limite all' avvalimento.

Lo ha ribadito il Tar Piemonte-Torino, prima sezione, con la sentenza del 2 gennaio 2018, n. 1. La questione si era posta in relazione a un bando che aveva previsto limiti all' avvalimento (per i servizi svolti nel triennio) utilizzando il comma 4 dell' articolo 89 del codice dei contratti laddove ammette che si possa prevedere che alcuni compiti «essenziali» siano «direttamente svolti «dall' appaltatore o da un singolo partecipante all' associazione temporanea d' imprese. Il Tar ha dato ragione al ricorrente affermando che la norma del codice si riferisce al momento dell' esecuzione del contratto, non già alla fase pubblicistica di selezione dell' aggiudicatario, «nella quale il diritto di qualificarsi mediante avvalimento non tollera ulteriori compressioni dovute a indebite interpretazioni estensive delle norme del Codice». I giudici hanno spiegato che dovrà poi essere il responsabile unico del procedimento, ai sensi del nono comma dell' art. 89, a dovere accertare in corso d' opera che le prestazioni oggetto di contratto siano «svolte direttamente dalle risorse umane e strumentali dell' impresa ausiliaria» che il titolare del contratto, ossia l' impresa appaltatrice, utilizza in adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di avvalimento. Le prestazioni «essenziali» sono pertanto eseguite dall' appaltatore, che ne risponde direttamente verso la stazione appaltante e che si avvale, con la forma liberamente prescelta nell' autonomia d' impresa, della manodopera e dei mezzi dell' ausiliaria che gli ha consentito di integrare la propria qualificazione ai fini dell' ammissione alla gara. In generale, quindi, la direttiva 2004/18/Ce e la direttiva 2014/24/Ue hanno consentito senza riserve, ed in sostanziale continuità tra loro, il cumulo delle capacità di più operatori economici per soddisfare i requisiti minimi di qualificazione imposti dall' amministrazione aggiudicatrice, purché si dimostri di disporre effettivamente dei mezzi delle imprese ausiliarie necessari all' esecuzione dell' appalto. Le direttive, in altre parole, consentono di esigere che, nella fase esecutiva, determinate lavorazioni siano riservate al solo appaltatore ovvero ad un membro del raggruppamento d' imprese. 

 

A cura di Italia Oggi del 05/01/2018 pag. 32


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