Serve una solida motivazione per affidare con gara un appalto fino a quel momento affidato a titolo...

Tipologia
Notizia
Data
08/11/2017

La scelta di passare da un sistema di affidamento diretto di servizi pubblici a organizzazioni di volontariato, mediante convenzioni e/o autorizzazioni, all' indizione di una gara pubblica deve essere motivata in maniera idonea da parte dell' amministrazione. È quanto afferma il Tar Abruzzo, Pescara, con la sentenza n. 312/2017 .

È cioè necessario esternare le ragioni che inducano l' amministrazione a rivolgersi al libero mercato, nel senso di chiarire se e in quale misura il passaggio da un sistema di gratuità del servizio, limitata al rimborso spese, ad un sistema di onerosità (con la potenziale perdita della esperienza pregressa maturata nel settore dagli organismi solidaristici che fino ad allora vi avevano operato), possa o meno risultare compensato o comunque giustificato da un miglioramento qualitativo delle prestazioni o dal raggiungimento di un obiettivo ottimale nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza da assicurare a tutti gli utenti indifferenziatamente, per la tutela della salute pubblica costituente bene di rilievo primario. E tale contraddizione e irragionevolezza diviene ancor più palese in caso di incremento della base d' asta, specie se, come nella specie, intervenuto successivamente alla pubblicazione del bando di gara.
Il caso Nella specie, dopo aver per diverso tempo affidato in via diretta ad un' organizzazione di volontariato, a fronte del mero rimborso delle spese da questa sostenuti, i servizi di soccorso territoriale di emergenza e di trasporto infermi, una Asl decideva di indire una gara pubblica, per giunta aumentando, a gara bandita, l' importo a base d' asta.
Argomenti, spunti e considerazioni La decisione del Tar abruzzese persuade. Nel merito, coglie anche nel segno l' acuta osservazione dei Giudici abruzzesi secondo la quale l' assenza di oggettive ragioni a sostegno della scelta di introdurre l' onerosità del servizio, con inevitabili ripercussioni sul bilancio dell' Ente, e sull' importo della spesa sanitaria già rigidamente controllata e contenuta per effetto dell' imposizione dei tetti di spesa, e del piano di rientro sanitario, non può ritenersi superabile in considerazione della possibile riduzione dell' importo a base d' asta per effetto delle economie conseguibili tramite l' aggiudicazione della gara con il sistema dell' offerta economicamente più vantaggiosa.
In disparte i casi, come quello che ha occasionato la decisione del Tar, nei quali l' importo a base d' asta sia incrementato del 120% rispetto alla spesa in precedenza sostenuta per l' erogazione del servizio, l' assegnazione a titolo oneroso di appalto già gestito a titolo gratuito (mediante affidamento diretto ad un' organizzazione di volontariato, come detto) deve comunque essere adeguatamente compensato da ragioni di interesse pubblico militanti dichiaratamente, ad esempio, a favore di un servizio di standard qualitativamente superiori rispetto a quelli in precedenza erogati, nell' ottica del giusto contemperamento tra le esigenze di realizzare economie di bilancio e di assicurare al contempo livelli ottimali di assistenza nella erogazione di servizi a tutela della persona.
Puro buon senso: la gratuità è tendenzialmente da preferire all' onerosità, specie ove in concreto la gratuità sia stata preferita negli affidamenti precedenti. È tuttavia possibile preferire l' affidamento a titolo oneroso, pur quando lo stesso servizio sia stato sino a quel momento affidato a titolo gratuito, se ne consegue un comprovabile salto di qualità nel livello di servizio offerto all' utenza.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 07/11/2017 - autore MASSIMILIANO ATELLI


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