Avvalimento, estensione a progettisti di impresa

Tipologia
Notizia
Data
03/11/2017

Sarà la Corte europea a decidere se sia corretto negare al progettista indicato da una impresa di costruzioni in un appalto integrato di utilizzare l' istituto dell' avvalimento per provare i requisiti.

È quanto dispone l' ordinanza del Consiglio di Stato, sezione quinta, del 30 ottobre 2017, n.4982. La questione si pone rispetto ad una norma del vecchio codice (decreto 163/2006, articolo 53, comma 3) nella sostanza ancora utilizzata per i pochi appalti integrati che ancora sono ammessi nei settori ordinari (nei cosiddetti settori speciali l' appalto integrato è sempre utilizzabile). La disposizione prescrive, in questi casi (contratto di progettazione esecutiva e costruzione), che «gli operatori economici devono possedere i requisiti prescritti per i progettisti, ovvero avvalersi di progettisti qualificati, da indicare nell' offerta, o partecipare in raggruppamento con soggetti qualificati per la progettazione». La norma sull' avvalimento prevede però che solo il concorrente singolo, consorziato o raggruppato possa ricorrere all' avvalimento quale istituto di soccorso al concorrente in gara e non anche, dunque, chi si avvale di soggetto ausiliario (progettista) a sua volta privo del requisito richiesto dal bando. La terza sezione (Cons. Stato, 7 marzo 2014, n. 1072) aveva negato l' utilizzo dell' avvalimento in quanto il progettista indicato non era concorrente, caratteristica alla base dell' applicazione dell' istituto dell' avvalimento. La quinta sezione nota invece che per la giurisprudenza eurounitaria l' avvalimento si applica non ai soli concorrenti, ma a tutti gli operatori economici, tenuti a qualsiasi titolo a dimostrare il possesso dei requisiti in gara. Ed è proprio il caso del progettista indicato dall' impresa che viene appunto indicato dall' impresa per dimostrare i requisiti progettuali. Nella sentenza si legge che «sorge il dubbio che un soggetto, come è il progettista che è qualificabile come mero collaboratore dell' offerente, pur essendo tenuto a dimostrare i necessari requisiti di qualificazione previsti dal bando, in base al citato art. 53, comma 3, possa non essere qualificabile come operatore economico e, per questo fatto, non possa fare ricorso all' avvalimento. Da qui il rinvio alla corte europea. 

 

A cura di ItaliaOggi del 03/11/2017


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