Non spetta al responsabile unico del procedimento adottare l'avviso di gara

Tipologia
Notizia
Data
19/10/2017

Solamente il dirigente/responsabile del servizio, legittimato a manifestare la volontà della Pa, può approvare l' avviso che avvia un procedimento contrattuale e non anche il responsabile unico del procedimento che, privo delle prerogative gestionali, ha solo competenze "istruttorie". In questo senso, nell' ambito di una articolata vicenda, si esprime il Tar Abruzzo, Pescara, sezione I, con la sentenza n. 279/2017 .

La questione Il ricorrente impugna gli atti relativi alla concessione di un impianto sportivo lamentando svariate illegittimità. Tra queste, in particolare, la circostanza che l' avviso della competizione fosse stato adottato «dal responsabile del procedimento che aveva solo funzioni istruttorie e non era legittimato ad adottare l' atto finale, e non dal dirigente competente». Al giudice, pertanto, si chiede l' annullamento degli atti che, inoltre, non risultavano coerenti con il «regolamento comunale di disciplina della gestione degli impianti sportivi sopravvenuto successivamente a quello indicato nel disciplinare e nella precedente determina a contrarre». Gli atti risultavano anche scorretti in relazione all' importo della cauzione che, dal capitolato, veniva quantificata nel 10% dell' importo a base d' asta mentre, nell' avviso pubblico, il riferimento per quantificare la garanzia era il prezzo del contratto da stipularsi. È bene evidenziare che, a seguito dei rilievi, la stazione appaltante procedeva anche ad annullare i vari atti di gara (e la gara stessa). La decisione Nella decisione è interessante soffermarsi sul ragionamento espresso dal giudice in merito all' incompetenza del Rup ad adottare l' avviso pubblico di gara. Nel caso di specie, si legge nella sentenza, l' atto adottato dal responsabile unico del procedimento veniva però ratificato dal dirigente/responsabile del servizio con propria determinazione. Il giudice, quindi, concentra la propria attenzione proprio sull' atto adottato dal dirigente che ha l' effetto - si puntualizza in sentenza - di sanare il vizio di incompetenza (Tar Firenze, sezione III, n. 25/2015). La volontà di eliminare il vizio di legittimità, infatti, emerge dalle espressioni utilizzate nella determinazione (l' atto di ratifica) che conteneva «il riferimento espresso all' atto ratificato e all' autorità che lo ha adottato, nonché, attraverso l' uso del termine approvazione» è apparsa «evidente la volontà di eliminare il vizio di incompetenza». Non solo, nell' atto di ratifica del responsabile del servizio - dotato delle prerogative gestionali - «risultano» anche «menzionate () le medesime ragioni di interesse pubblico che hanno giustificato l' adozione dell' atto ratificato nonché la volontà di produrre i medesimi effetti (Consiglio di Stato sezione V, n. 6199/2014)». La sentenza, che conferma un consolidato orientamento, risulta oggi di particolare attualità considerata l' esigenza di una corretta configurazione dei poteri del responsabile unico del procedimento che nell' ambito della procedura pubblicistica che porta all' aggiudicazione dell' appalto - come emerge dagli schemi di bandi tipo dell' Anac -, sembra poter esercitare anche poteri definitivi come le esclusioni/ammissioni degli appaltatori.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 19/10/2017 - autore STEFANO USAI


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