Il Rup può presiedere la gara

Tipologia
Notizia
Data
01/09/2017

Il responsabile del procedimento può legittimamente presiedere il seggio di una gara d' appalto col criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa, se si limita a dirigere le fasi nelle quali non si esercita la funzione di valutazione discrezionale delle offerte.

Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia-Brescia, Sezione II, con sentenza 28 agosto 2017, n. 1074 interviene per chiarire un punto tra i più delicati del codice dei contratti, cioè la composizione della commissione di gara. L' articolo 77 del codice, alla ricerca forse fin troppo esasperata della «neutralità» dell' operato delle commissioni di gara, ha reso molto difficile la loro costituzione. Per un verso non è ancora operante l' albo dei commissari previsti dal comma 1 dell' articolo 77; per altro verso, il comma 4 dispone che «i commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun' altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta. La nomina del Rup a membro delle commissioni di gara è valutata con riferimento alla singola procedura». Come si nota, la norma è scritta in modo da lasciare adito alle letture più opposte. Secondo un' interpretazione radicale, non deve far parte della commissione nemmeno chi abbia, per caso, semplicemente «toccato» una delle carte che compongono il fascicolo di gara; inoltre, la disposizione resta eccessivamente ambigua sulla figura del responsabile unico del procedimento (Rup): infatti, per un verso il Rup non dovrebbe mai far parte della commissione, poiché indubbiamente svolge funzioni e incarichi tecnici e amministrativi riguardanti il contratto; per altro verso, tuttavia, la formulazione della norma lascia comunque aperta la possibilità al Rup di far parte della commissione. Il risultato è un' estrema incertezza e il fiorire del contenzioso, del quale la sentenza del Tribunale amministrativo regionale Lombardia-Brescia non è che una goccia nel mare. Nel caso di specie, è stata contestata la legittimità dell' operato del Rup che, nella qualità anche di presidente del seggio di gara, ha svolto alcune funzioni amministrative a essa connesse. Tuttavia, osserva il Tar, detto Rup non ha in alcun modo preso parte all' attività di stretta competenza della commissione, cioè valutare l' offerta. La sentenza richiama un orientamento abbastanza consolidato della giurisprudenza amministrativa, ricordando che quando si ricorre al criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa, è consentito distinguere un gruppo di sottofasi (verifica della documentazione amministrativa prodotta dalle imprese, per l' ammissione; comunicazione dei punteggi assegnati dalla commissione giudicatrice alle offerte tecniche; comunicazione dell' apertura delle buste contenenti le offerte economiche e loro lettura per l' attribuzione del relativo punteggio), gruppo caratterizzato da «attività priva di qualsiasi discrezionalità» che può essere effettuata «sempre pubblicamente, anche dal seggio di gara in composizione monocratica (ivi compreso lo stesso responsabile unico del procedimento)». Cosa diversa è la «sottofase di valutazione delle offerte tecniche che deve essere svolta necessariamente da una commissione giudicatrice, e che si compendia nell' apprezzamento, massima espressione della discrezionalità tecnica, degli elementi tecnici delle singole offerte e nell' attribuzione dei relativi punteggi sulla base dei pesi e punteggi appositamente indicati». Il Rup può svolgere, quindi, le attività meramente amministrative o, comunque, prive di discrezionalità alcuna (qual è anche quella dell' assegnazione dei punteggi relativi all' offerta economica), se la strutturazione della procedura assegni a un «seggio» di gara, diverso dalla «commissione», tali compiti, senza che ciò possa inficiare la legittimità dell' appalto. È fondamentale, dunque, che il disciplinare o le regole di gara chiariscano molto bene questi elementi, così da scongiurare contenziosi, anche se la regolazione delle commissioni di gara di certo richiede un ulteriore ripensamento, e molte semplificazioni, a cura del legislatore.

 

A cura di ItaliaOggi del 01/09/2017 pag. 32 - autore Luigi Olivieri


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