Massimo ribasso anche a inviti

Tipologia
Notizia
Data
31/07/2017

Massimo ribasso applicabile anche nelle procedure negoziate da 150 mila euro a un milione e accordi quadro da chiarire nella loro applicazione concreta.

Su questi due temi ministero delle infrastrutture e Anac hanno iniziato a dialogare per trovare la giusta interpretazione a norme del codice dei contratti pubblici non sempre cristalline. Nel primo caso trovandosi su posizione identiche, nel secondo caso occorrerà attendere per l' esito finale. Per quel che riguarda il tema del massimo ribasso è stata resa pubblica in questi giorni la delibera dell' Anac (ufficio precontenzioso) del 23 giugno 2017 che risponde positivamente al ministero delle infrastrutture il quale aveva chiesto, rispetto all' articolo 95, comma 4, se l' esclusione automatica nel caso di appalto al prezzo più basso potesse essere utilizzata anche con la procedura negoziata con invito a cinque. In particolare, dopo aver ricostruito il quadro normativo, il ministero aveva posto il dubbio all' Anac a seguito delle modifiche apportate dal decreto correttivo del codice che fa riferimento alle «procedure ordinarie», nozione che poteva escludere la procedura negoziata. La norma del correttivo (dlgs 56/2017) consente l' aggiudicazione degli appalti al massimo ribasso fino a due milioni, invece che a un milione come prevedeva il codice del 2016, ma a due condizioni: l' appalto deve essere aggiudicato sulla base di un progetto esecutivo e l' affidamento dei lavori deve avvenire «procedure ordinarie» Per l' Autorità è corretta la lettura che da della norma il ministero, laddove circoscrive l' impatto dell' art.95, comma 4 (che eleva la soglia per utilizzare il prezzo più basso da uno a 2 milioni) al solo innalzamento della soglia e non al profilo procedurale. L' Anac aggiunge che il riferimento contenuto all' art.36, comma 7 del codice all' effettuazione degli inviti quando la stazione appaltante intende avvalersi dell' esclusione automatica conferma che il prezzo più basso sia applicabile anche alle procedure negoziate. Sul secondo punto l' Autorità presieduta da Raffaele Cantone dovrà risolvere il dubbio posto dal ministero, rispetto ad una gara Anas, se sia possibile affidare l' esecuzione di nuovi lavori con la formula dell' accordo quadro. Il punto da risolvere riguarda l' applicabilità dell' istituto dell' accordo quadro, affidato sulla base di un progetto definitivo (e non esecutivo) evitando quindi la stipula di un contratto di sola esecuzione. Ad avviso del dicastero di Porta Pia l' impiego dell' accordo quadro per nuovi lavori da realizzarsi sulla rete sarebbe «in contrasto, in generale, con tutto il quadro normativo di realizzazione delle opere pubbliche». In particolare il ministero ha sostenuto che l' accordo quadro va impiegato «oltre che ai servizi e alle forniture» per «soli lavori di manutenzione o comunque aventi caratteri di ripetitività e serialità», ovvero per quei lavori da effettuarsi con una serie di interventi, non predeterminati nel numero, in un determinato arco di tempo. A queste perplessità la società di Via Monzambano ha replicato difendendo la scelta fatta, nel presupposto che la nuova disciplina rende l' accordo quadro utilizzabile anche per opere» non ripetitive». Anzi, secondo l' Anas, se l' accordo quadro non fosse utilizzabile «non si consentirebbe di estendere gli effetti benefici dello strumento agli affidamenti di lavori di nuove opere che, come ben noto, sono di importanza strategica per lo sviluppo del nostro paese». La palla adesso passa all' Anac.

 

A cura di ItaliaOggi del 28/07/2017 pag. 42 - autore Andrea Mascolini


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