La Gdf a guardia degli appalti

Tipologia
Notizia
Data
31/07/2017

Contro la corruzione e gli illeciti negli appalti la Guardia di finanza mette in campo gli stessi poteri utilizzati nelle indagini fiscali: accessi, ispezioni, verifiche, invito a produrre documenti e informazioni, questionari e accertamenti finanziari.

Gli interventi potranno essere svolti in autonomia o congiuntamente ai funzionari dell' Autorità nazionale anticorruzione. Il Nucleo speciale anticorruzione sarà il referente unico dell' Anac, ma in ogni regione le Fiamme gialle hanno istituito apposite sezioni o drappelli dedicati a tali attività, all' interno dei Nuclei di polizia tributaria. È quanto sottolinea una circolare inviata il 26 luglio scorso dal Comando generale della Gdf ai comandi territoriali, che illustra le attività di collaborazione con l' Anac. Il documento aggiorna le istruzioni operative alla luce delle modifiche normative intervenute lo scorso anno, sia per quanto riguarda il nuovo Codice dei contratti pubblici (dlgs n. 50/2016, recentemente ritoccato con il dlgs n. 56/2017) sia con riferimento al decreto trasparenza (dlgs n. 97/2016). Tra le diverse attività del corpo, il contrasto alla corruzione e all' illegalità nella p.a. costituisce sempre di più «un ambito di prioritario interesse operativo, che si inquadra nella più ampia missione istituzionale di vigilanza in materia di spesa pubblica», recita la circolare firmata dal generale Stefano Screpanti. L' Anac potrà ricorrere al supporto della Gdf per l' esercizio delle funzioni di sorveglianza sia in materia di contrattualistica pubblica sia per l' applicazione dei presidi anticorruzione nei pubblici uffici. L' Authority presieduta da Raffaele Cantone ha sottoscritto un apposito protocollo d' intesa con le Fiamme gialle, che individua le principali aree di sviluppo delle attività. Sul fronte degli appalti, i militari potranno svolgere ispezioni e controlli nei confronti delle stazioni appaltanti, delle aziende pubbliche e private. Particolare attenzione sarà dedicata alla verifica degli assetti societari, patrimoniali, organizzativi e di governance delle imprese, anche con riferimento alle società estere. Per quanto riguarda l' attività anticorruzione, invece, la Gdf contribuirà ai controlli sul rispetto del piano nazionale e dei piani triennali di prevenzione, alle verifiche sull' osservanza degli obblighi di pubblicità e trasparenza da parte delle p.a., nonché agli accertamenti in materia di conflitti di interesse, inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso enti pubblici e/o enti privati a controllo pubblico. Queste attività, precisa la circolare, «non sono da ritenersi esaustive, nel senso che l' ampio spettro delle competenze istituzionali dell' Autorità e la generale funzione di supporto attribuita alla Gdf rendono ipotizzabile l' estensione del raggio della collaborazione rispetto a ogni area d' intervento rientrante nelle prerogative dell' Anac». Laddove nel corso delle attività richieste da Anac gli uomini delle Fiamme gialle acquisiscano elementi connotati da rilevanza penale, le informazioni dovranno essere trasmesse immediatamente alla Procura della Repubblica competente (fermo restando l' obbligo di raccordo diretto tra la magistratura inquirente e l' Autorità per i delitti contro la p.a.). L' emersione di illeciti in materia di appalti e/o di fenomeni corruttivi potrebbero avere rilevanza anche sotto altri aspetti, quali quello tributario e quello del danno erariale. In tali ipotesi, sarà cura della Gdf informare le autorità competenti (Agenzia delle entrate e Corte dei conti) ai fini della valutazione delle singole fattispecie.

 

A cura di ItaliaOggi del 28/07/2017 pag. 32 - autore CRISTINA BARTELLI E VALERIO STROPPA


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