Anac, massimo ribasso per lavori fino a un mln

Tipologia
Notizia
Data
07/07/2017

Si può utilizzare il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso anche quando si affidano lavori con la procedura negoziata fino a un milione di euro; è sempre necessario porre a base di gara il progetto esecutivo.

Lo ha chiarito l' Autorità nazionale anticorruzione (Anac), in un parere che a breve sarà pubblicato sul suo sito, con riferimento ad una possibile lettura restrittiva della modifica apportata dal decreto correttivo del codice appalti (dlgs. 56/2017), che da un lato ha innalzato da 1 a 2 milioni la soglia di applicazione del massimo ribasso e dall' altro lato sembra avere condizionato tale possibilità alle sole procedure «ordinarie» per le quali si mette in gara il progetto esecutivo. La novità è contenuta nell' articolo 60 del decreto correttivo che ha modificato l' articolo 95, comma 4 del dlgs. 50/2016. L' attuale versione della norma, aggiornata al correttivo, prevede che «può essere utilizzato il criterio del minor prezzo (fermo restando quanto previsto dall' articolo 36, comma 2, lettera d), per i lavori di importo pari o inferiore a 2 milioni di euro, quando l' affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo; in tali ipotesi, qualora la stazione appaltante applichi l' esclusione automatica, la stessa ha l' obbligo di ricorrere alle procedure di cui all' articolo 97, commi 2 e 8». La conseguenza immediata di una interpretazione improntata ad un rigido formalismo, poteva essere quella di bloccare le stazioni appaltanti che, fino al 20 maggio (data di entrata in vigore del decreto correttivo), avevano tranquillamente affidato con procedura negoziata (procedura ritenuta non «ordinaria») opere fino a un milione di euro, utilizzando il criterio del massimo ribasso con applicazione del cosiddetto «metodo antiturbativa» per l' esclusione automatica. Si tratta di un mercato di un certo valore se è vero che l' Anac, nella sua relazione al parlamento presentata ieri alla camera e relativa all' anno 2016, ha quantificato in 2,3 miliardi circa il valore delle procedure negoziate con bando di gara (in aumento del 58% rispetto al 2015) e in 3,6 miliardi quelle affidate senza previa pubblicazione di un bando di gara (valore in riduzione del 37% rispetto all' anno 2015). Il ministero delle infrastrutture nelle scorse settimane aveva chiesto all' Anac un parere in merito alla corretta interpretazione della norma e in particolare se «sia possibile utilizzare il criterio del massimo ribasso, con facoltà di esclusione automatica delle offerte anomale, ovvero se tale possibilità, a seguito del correttivo, sia subordinata al ricorso alle procedure ordinarie, e, in tal caso, cosa si intenda per procedure ordinarie». La risposta dell' autorità presieduta da Raffaele Cantone è arrivata nei giorni scorsi e sta per essere pubblicata sul sito dell' Anac e dà ragione all' ipotesi interpretativa sottesa alla richiesta di parere del dicastero di Porta Pia. Per l' Anac «la modifica apportata dal correttivo all' innalzamento della soglia per l' utilizzo del criterio del minor prezzo» non ha alcuna «ricaduta sulle procedure di scelta del contraente, con la conseguenza che deve ritenersi possibile l' utilizzo del criterio del minor ribasso anche nelle procedure negoziate da 150 mila euro e fino a un milione di euro». 

 

A cura di Italia Oggi del 07/07/2017 pag. 36


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