L'accordo quadro si usa solo per le manutenzioni

Tipologia
Notizia
Data
16/06/2017

L' accordo quadro non può essere utilizzato per singole opere o per opere racchiuse in un progetto unitario; è uno strumento per affidare interventi ripetitivi, seriali o non determinabili nel numero, in un arco temporale predeterminato.

È quanto ha chiarito il ministero delle infrastrutture e dei trasporti (direzione generale strade e autostrade del dipartimento per le infrastrutture e i sistemi informativi) con una lettera del 24 maggio inviata all' Anas. I rilievi del ministero riguardano la gara per l' affidamento dell' accordo quadro quadriennale, suddiviso in 3 lotti, per l' esecuzione di interventi di messa in sicurezza a adeguamento sulla SS 131 «Carlo Felice» in Sardegna. I tecnici di Porta Pia hanno premesso un inquadramento della materia contenuta nel codice dei contratti pubblici all' articolo 54 (ex art. 59 del precedente Codice del 2006), ma di derivazione comunitaria (art. 3 direttiva 2014/24/Ue), chiarendo che questo strumento «non può che limitarsi, oltre ai servizi ed alle forniture, ai soli lavori di manutenzione o comunque aventi carattere di ripetitività e serialità, ovvero per quei lavori da effettuarsi con una serie di interventi, non predeterminati nel numero, in un determinato arco di tempo, secondo le esigenze della stazione appaltante». Il ministero ha escluso quindi che l' accordo quadro possa essere impiegato per «quei lavori di singole opere o di più opere racchiuse in un progetto unitario, che richiedono uno specifico bando di gara per individuare l' operatore economico in grado di realizzarlo alle migliori condizioni tecnico-economiche per l' amministrazione»; ciò anche perché, diversamente, un accordo quadro con l' individuazione di un unico operatore, seppur suddiviso in lotti ma ciascuno con un solo aggiudicatario, non si distinguerebbe in alcun elemento da un normale appalto di lavori, e risulterebbe che le due opzioni dell' appalto e dell' accordo quadro apparentemente fossero non solo entrambe possibili ma anche utilizzabili indifferentemente per una medesima fattispecie. Il ministero ha eccepito anche il profilo della suddivisione in lotti che «seppur finalizzata a garantire l' auspicata concorrenza attraverso l' individuazione di una pluralità di operatori economici (in realtà solo tre, uno per ciascun lotto) cui affidare i lavori previsti, e seppur coerente con le disposizioni dell' art. 51 del dlgs n. 50/16, non è di per sé sufficiente a garantire la correttezza della procedura e l' adeguatezza dello strumento adottato». Diversi poi i rilievi puntuali, fra cui quelli relativi alla «impropria e ingiustificata dilatazione dei tempi dell' accordo (4 anni) che non solo si ripercuote in un inammissibile ed evitabile ritardo dell' esecuzione dei lavori (non compatibile con le esigenze di sicurezza degli utenti dell' infrastruttura stradale) ma si traduce anche, dal punto di vista dell' operatore economico, in un vincolo temporale di soggiacenza contrattuale nei confronti della stazione appaltante, che ne limita impropriamente le capacità organizzative ed imprenditoriali». La procedura viene ritenuta in contrasto con il quadro normativo del decreto 50/2016 e con l' esigenza in esso prevista di appaltare lavori sulla base di una progettazione esecutiva e di un corrispondente quadro economico.

 

A cura di Italia Oggi del 16/06/2017 pag. 36


Loading...