Avvalimento, stretta dell'Anac

Tipologia
Notizia
Data
16/06/2017

Contratto di avvalimento con indicazione, a pena di nullità, delle risorse e dei mezzi prestati all' impresa che ne beneficia; il prestito dei mezzi e delle risorse materiali deve escludere che l' impresa che li presta li possa utilizzare nella sua azienda.

Il Rup (Responsabile unico del procedimento) deve segnalare le anomalie. Sono queste alcune delle scelte che l' Autorità nazionale anticorruzione ha delineato e sottoposto all' attenzione degli operatori del settore, con il documento messo in consultazione pubblica ieri. Si tratta di un primo schema della proposta che l' Autorità presieduta da Raffaele Cantone al ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l' adozione del decreto di cui all' art. 83, comma 2, dlgs n. 50/2016. Il decreto dovrà disciplinare, tra l' altro, i casi e le modalità di avvalimento di cui all' art. 89 del codice. Le scelte che l' Autorità ha compiuto e che ha sottoposto all' attenzione del mercato, sono state dettate dall' esigenza, emersa fortemente nell' esercizio dell' attività di vigilanza sui contratti pubblici e ribadita spesso in molte pronunce giurisprudenziali, di scongiurare che l' avvalimento si riduca ad un prestito soltanto formale di requisiti, non supportato dall' effettiva messa a disposizione di risorse umane e strumentali idonee a garantire la capacità esecutiva dell' impresa ausiliata. Le indicazioni proposte dall' Anac, in raccordo con la consolidata giurisprudenza che si è formata anche sotto il precedente codice, vanno nella direzione di imporre l' esatta e dettagliata individuazione dei requisiti oggetto di avvalimento, di richiedere un contenuto minimo del contratto e di attribuire valenza, ai fini del conseguimento del rating di impresa, all' esito negativo dei controlli ex art. 89, comma 9, del codice. Tutto ciò nel contesto anche delle modifiche apportate dal codice dal decreto correttivo 56/2017 che ha eliminato, dall' art. 89, l' inciso che consentiva l' avvalimento anche per la dimostrazione dei requisiti di qualificazione di cui all' art. 84 del codice (cioè quelli necessari all' attestazione Soa). Conseguentemente, il documento di consultazione non prevede la possibilità di conseguire l' attestazione di qualificazione mediante ricorso al prestito dei requisiti di idoneità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa. Altri elementi che hanno guidato l' Anac nella predisposizione del documento sono quelli inerenti l' esigenza di assicurare, per ciascun intervento, l' equilibrio tra costi e benefici ad esso connessi. Premesso quindi che l' avvalimento deve sostanziarsi a pena di nullità in un contratto ad hoc e in una dichiarazione dell' impresa ausiliaria che attesti che non partecipa alla gara, l' Anac chiarisce che esso deve avere ad oggetto risorse e mezzi determinati e deve durare per tutta la durata del contratto. Importante notare che, dice l' Autorità, «i mezzi e le risorse messe a disposizione dall' impresa ausiliaria devono essere destinati esclusivamente all' esecuzione dell' appalto per il tempo necessario, con l' impossibilità, per l' impresa ausiliaria, di utilizzarli nella propria attività aziendale»; non solo: la stazione appaltante deve essere messa in condizione di effettuare «una sicura verifica circa la loro effettiva disponibilità». Inoltre, va considerato che, per quel che concerne i controlli effettuati in fase di esecuzione del contratto, «al responsabile unico del procedimento è fatto obbligo di comunicare all' Anac l' eventuale esito negativo dei controlli di cui all' art.89, comma 9, del Codice, affinché l' Autorità possa tenerne conto ai fini del sistema di rating di impresa di cui all' art.83, comma 10, del Codice».

 

A cura di Italia Oggi del 16/06/2017 pag. 36 - autore Andrea Mascolini


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