Comunicati dell'Anac: pareri non vincolanti

Tipologia
Notizia
Data
09/06/2017

I comunicati dell' Anac non sono vincolanti e devono essere ritenuti «meri opinamenti interpretativi» della disciplina sui contratti pubblici.

Lo ha affermato il Tar Umbria-Perugia, con l' ordinanza del 31 maggio 2017 n.428 che, nell' ambito dell' interpretazione della disciplina delle offerte anomale, ha avuto modo di pronunciarsi sulla natura ed efficacia dei comunicati emessi dall' Autorità nazionale anticorruzione. I giudici premettono che con il nuovo sistema del decreto 50/2016, in completa rottura rispetto al sistema precedente, non esiste più un' unica fonte regolamentare avente forma e sostanza di regolamento governativo bensì una pluralità di atti, di natura eterogenea, tra cui le linee guida approvate dall' Anac che rappresentano «una novità assoluta nella contrattualistica pubblica» e che si distinguono in vincolanti e non vincolanti, quest' ultime invero molto più frequenti e assimilabili, secondo una tesi, alla categoria di stampo internazionalistico della cosiddetta «soft law oppure, seconda altra opzione, alle circolari intersoggettive interpretative con rilevanza esterna». Dopo questa premessa i giudici, rispetto ad un comunicato dell' ottobre 2016 dell' Anac, hanno affermato che «va invece senz' altro affermata la natura di meri pareri dei comunicati del presidente dell' Anac, privi di qualsivoglia efficacia vincolante per le stazioni appaltanti, trattandosi di meri opinamenti inerenti l' interpretazione della normativa in tema di appalti pubblici». Da ciò deriva che ogni stazione appaltante può discostarsi dai comunicati Anac senza «dover fornire alcuna motivazione». Per il Tar, anche se i poteri dell' Autorità sono «penetranti ed estesi», rimane il fatto che «non può ammettersi nel vigente quadro costituzionale, in tal delicato settore, un generale vincolante potere interpretativo con effetto erga omnes affidato ad organo monocratico di autorità amministrativa indipendente, i cui comunicati ermeneutici, per quanto autorevoli, possono senz' altro essere disattesi». La ragione è che si tratta di «pareri atipici, privi di efficacia vincolante per la stazione appaltante e gli operatori economici».

 

A cura di Italia Oggi del 09/06/2017 pag. 41


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