Appalti, manodopera ai raggi X

Tipologia
Notizia
Data
09/06/2017

Nuove complicazioni procedurali negli appalti.

Il correttivo al codice dei contratti, se per un verso ha corretto ben poco le storture del dlgs 50/2016, per altro verso ne ha introdotte di nuove. In particolare, il legislatore ha inteso tornare per l' ennesima volta sul tema del costo della sicurezza e della manodopera, modificando l' articolo 95, comma 10, del codice dei contratti, che adesso stabilisce: «Nell' offerta economica l' operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l' adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell' articolo 36, comma 2, lettera a). Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell' aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all' articolo 97, comma 5, lettera d)». Si è, fortunatamente, abbandonata l' idea di far determinare alle stazioni appaltanti il costo della manodopera, impresa totalmente impossibile per l' assenza di un salario minimo e le moltissime possibilità offerte alle aziende dalla normativa sui contratti di lavoro di attivare contratti con costi aziendali molto difformi tra loro. Si pensi solo alle assunzioni effettuate tra il 2015 e il 2017 con gli sgravi triennali previsti dalla legge 208/2015, o alle assunzioni di percettori di Naspi con sgravio pari al 20% dell' indennità spettante al lavoratore, o alle assunzioni di apprendisti, o di lavoratori over 50. Soltanto le aziende possono sapere, concretamente, quale sia il costo effettivo della manodopera impiegata negli appalti. Appare, quindi, corretto imporre, con l' articolo 95, comma 10, alle imprese di esporre i costi relativi, ricordando che si tratta di un obbligo discendente direttamente dalla legge, il cui inadempimento implica l' esclusione degli operatori economici dalle gare, anche se tale obbligo non sia richiamato dal bando o gli atti di avvio della gara. Esentati da tale obbligo sono solo alcune prestazioni per le quali il costo della manodopera appaia non rilevante o impossibile da definire nella sua incidenza: è il caso dei servizi intellettuali (non c' è manodopera in senso proprio) e delle forniture senza posa in opera (è impresa impossibile comprendere quale possa essere l' incidenza del costo della manodopera in una penna). La norma esclude dall' obbligo, poi, gli appalti affidati con le procedure semplificate regolate dall' articolo 36, comma 2, lettera a), di importo inferiore ai 40.000 euro. In tutti gli altri casi, il correttivo introduce un nuovo e inedito adempimento: verificare quanto prevede l' articolo 97, comma 5, lettera d) e, cioè, se il costo del personale risulti inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle tabelle previste dall' articolo 23, comma 16, sempre del codice dei contratti: si tratta delle tabelle elaborate dal ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. L' impresa è tutt' altro che agevole. Sul piano tecnico, le tabelle riportano costi medi; ancora una volta, non possono tenere conto di particolari agevolazioni e sgravi di cui si avvantaggi di volta in volta il singolo operatore economico. Dunque, non difficilmente il costo della manodopera indicato dall' appaltatore può rivelarsi inferiore a quello riportato nelle tabelle. Inoltre, si nota che mentre prima del correttivo l' analisi del costo della manodopera in rapporto alle tabelle scattava solo se l' offerta risultasse affetta da possibili anomalie, la nuova formulazione dell' articolo 95, comma 10, rende obbligatorio sempre e comunque la verifica della congruità di detti costi. Anche nel caso di gara gestita col criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa, che impedisce l' anomalia se l' aggiudicatario non abbia ottenuto sia i punti relativi al prezzo, sia la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione, entrambi pari o superiori ai quattro quinti dei corrispondenti punti massimi previsti dal bando di gara. Il correttivo impone, dunque, sempre e comunque di attivare la verifica del costo della manodopera «prima dell' aggiudicazione». Il che pone ulteriori problemi procedurali. La verifica di detto costo, se quello esposto dall' appaltatore risultasse inferiore alle tabelle, impone un procedimento in contraddittorio, che garantisce all' appaltatore almeno 15 giorni per presentare per iscritto spiegazioni. Aggiungendo il tempo necessario all' istruttoria, si può agevolmente superare il termine di 30 giorni previsto dall' articolo 33, comma 1, perché si formi per silenzio assenso appunto l' aggiudicazione.

 

A cura di Italia Oggi del 09/06/2017 pag. 38 - autore Luigi Oliveri


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