Non si possono imporre iscritti a particolari ordini

Tipologia
Notizia
Data
01/06/2017

Annullata. Va posta nel nulla l' aggiudicazione dell' appalto se si scopre che la lettera d' invito impone alla società partecipante di avere un dipendente iscritto a uno specifico ordine professionale, titolato ai lavori messi a gara, mentre l' impresa vincitrice ha solo un consulente con quei requisiti, per quanto legato all' azienda da un contratto in esclusiva.

E ciò perché non si può disattendere il requisito indicato nella lettera d' invito agli operatori economici: l' amministrazione ha infatti interesse a che il professionista sia a diretta disposizione dell' aggiudicataria. È quanto emerge dalla sentenza 150/17, pubblicata dalla prima sezione del Tar Molise. Potere e intensità Accolto il ricorso dello studio professionale associato, che fa bloccare la gara vinta dal competitor per il piano di assestamento forestale del comune: per realizzarlo, infatti, ci vuole un agronomo, mentre il titolare dell' aggiudicataria è un geologo e solo il consulente esterno ha il requisito indicato. Ai fini dell' appalto il rapporto di lavoro subordinato non può essere equiparato alla prestazione d' opera per le evidenti differenze fra gli istituti ex articoli 2094 c.c. e 2222 c.c.: nel primo caso risulta evidente la maggiore intensità del potere che il creditore vanta nel pretendere l' esecuzione della prestazione dal professionista. Senza dimenticare che un' eventuale equiparazione delle due figure è contraria alla par condicio fra i partecipanti alla procedura: penalizza chi sostiene i costi dell' assunzione e paga i contributi rispetto all' altro che con la consulenza risparmia. 

 

A cura di Italia Oggi del 31/05/2017 pag. 31 - autore Dario Ferarra


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