Paletti al rito superveloce

Tipologia
Notizia
Data
12/05/2017

Il Comune non può pretendere l'applicazione del rito superaccelerato al ricorso di chi impugna l'aggiudicazione dell'appalto se non ha pubblicato l'elenco delle aziende ammesse alla procedura nella sezione ad hoc «amministrazione trasparente» prevista dal decreto legislativo 33/2013.

È dunque tempestivo l' atto introduttivo del giudizio depositato dall' impresa esclusa entro 30 giorni dalla Pec con cui la stazione appaltante rende noto l' affidamento dei lavori insieme con l' elenco delle aziende che hanno partecipato all' iter. È quanto emerge dalla sentenza 340/17, pubblicata dalla terza sezione del Tar Puglia. Principio di effettività Infondata l' eccezione di irricevibilità per tardività sollevata dal Comune benché la graduatoria della gara sia stata pubblicata il 9 agosto scorso mentre risulta notificato soltanto il 16 novembre il ricorso proposto contro la mancata esclusione dell' Ati aggiudicataria. Il punto è che la graduatoria compare nell' albo pretorio della provincia, in quanto profilo committente della stazione appaltante, ma non nella sezione amministrazione trasparente come richiede l' articolo 29 del nuovo codice degli appalti pubblici, che richiama il decreto trasparenza sull' attività delle pubbliche amministrazioni: è la stessa difesa dell' ente locale ad ammetterlo durante la discussione. E d' altronde neanche il bando di gara risulta più chiaro: si limita a rinviare al sito Internet della stazione unica appaltante che nella sezione «bandi e gare» contiene solo regolamenti e moduli. Il tutto mentre la giurisprudenza delle Corte Ue condanna per violazione del principio di effettività le leggi nazionali che richiedono ricorsi sprint senza che la parte privata abbia una completa conoscenza degli atti. Il ricorso dell' azienda è rigettato nel merito ma le spese di giudizio sono comunque compensate per la novità della questione.

 

A cura di Italia Oggi del 12/05/2017 pag. 34 - autore Dario Ferrara


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