Costi della manodopera, anomalie ai raggi X

Tipologia
Notizia
Data
12/05/2017

Sempre obbligatoria la verifica dell' anomalia delle offerte relativamente ai costi della manodopera, tranne nei casi di forniture senza posa in opera, servizi di natura intellettuale e affidamenti di contratti la cui base di gara sia inferiore ai 40 mila euro mediante l' articolo 36, comma 2, lettera a).

Il dlgs 56/17, correttivo al codice dei contratti, introduce una fase nuova ed ineludibile nella già estremamente complessa procedura per giungere alla stipulazione del contratto, consistente appunto nella verifica della sostenibilità economica del costo del lavoro nelle imprese. Tutto discende dalla nuova formulazione dell' articolo 95, comma 10, del codice, che impone specifici e distinti adempimenti a carico degli operatori economici e degli enti appaltanti. Gli operatori economici hanno l' obbligo di indicare nell' offerta economica «i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l' adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro». Occorre ricordare che secondo la giurisprudenza si tratta di un obbligo disposto direttamente dalla legge, il cui inadempimento comporta l' esclusione dalla gara anche se non prevista nei bandi o avvisi o lettere di invito. I costi della sicurezza, ai sensi dell' articolo 23, comma 16, vanno poi scorporati dall' importo a base di gara. Le eccezioni a tale obbligo a carico delle imprese sono tre: non occorre indicare il costo del lavoro e quelli della sicurezza per forniture senza posa in opera, servizi di natura intellettuale e appalti affidati ai sensi dell' articolo 36, comma 2, lettera a), cioè di importo fino a 40 mila euro. Il legislatore ha preso atto che nel caso delle forniture pure e semplici (senza posa in opera) è impossibile determinare l' incidenza sul singolo prodotto relativa al costo del lavoro e della sicurezza. Valeva la pena chiarire, come appare comunque evidente, che nel caso di forniture con posa in opera l' enunciazione del costo del lavoro e della sicurezza sia da riferire esclusivamente alla posa e non al prodotto acquistato. Allo stesso modo, il legislatore ha compreso che i servizi di carattere intellettuale, in quanto resi da professionisti, non si addicono ad una disciplina sul costo del lavoro. Più discutibile l' esclusione delle prestazioni di importo inferiore ai 40 mila euro. L' articolo 95, comma 10, novellato pone, poi, un obbligo a carico delle stazioni appaltanti, che, relativamente ai costi della manodopera, prima dell' aggiudicazione debbono verificare il rispetto di quanto previsto all' articolo 97, comma 5, lettera d), e, cioè, che il costo del personale non risulti inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle elaborate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. Dunque, in sede di approvazione della proposta di aggiudicazione, compito del dirigente o responsabile del servizio, occorrerà sempre riferirsi alle tabelle ministeriali e compararle con il costo del lavoro dichiarato dall' operatore economico, dando conto dell' avvenuta istruttoria in merito. Evidentemente, laddove il costo del lavoro dichiarato dall' operatore economico risulti inferiore alle tabelle ministeriali, si dovrà aprire la procedura di valutazione dell' anomalia dell' offerta, prevista dall' articolo 97, comma 4, del codice. Qui, tuttavia, si registra un cortocircuito: infatti, il comma 5 dell' articolo 97 impone sostanzialmente di considerare anormalmente bassa l' offerta proprio quando il costo del personale risulti inferiore ai minimi salariali previsti dalle tabelle. Nella realtà, come noto, le tabelle non sono perfettamente rappresentative del costo del lavoro aziendale, in quanto indicano un costo del lavoro ponderato e presentano il problema fondamentale che in Italia non esistono minimi retributivi fissati per legge. Oltre tutto, ciascun operatore economico può evidenziare che il ridotto costo del lavoro rispetto a «medie» ministeriali dipenda dall' impiego di lavoratori assunti con agevolazioni varie, come Garanzia Giovani, apprendistato, deduzioni previste dal Jobs act, deduzioni per i percettori di Naspi, incentivi per lavoratori over 50 disoccupati da oltre 12 mesi e i molti altri incentivi previsti dalla normativa vigente. I tempi per l' aggiudicazione, dunque, si allungheranno nella defatigante istruttoria per la verifica dei costi, non necessaria nei tre casi di forniture senza posa, servizi intellettuali e appalti inferiori ai 40 mila euro, per la semplice ragione che non essendo in quei casi gli operatori economici obbligati ad esporre il costo del lavoro, non risulta possibile la verifica obbligatoria introdotta dal correttivo. 

 

A cura di Italia Oggi del 12/05/2017 pag. 34 - autore Luigi Olivieri


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