Piccoli appalti, semplificazioni a metà

Tipologia
Notizia
Data
10/05/2017

Semplificazioni a metà per le piccole gare.

È il rischio che si porta dietro il tentativo di rendere più rapida l' assegnazione delle piccole opere pubbliche effettuato con il correttivo appalti che entrerà in vigore il 20 maggio. Da quella data le amministrazioni potranno usare il massimo ribasso per assegnare gli appalti fino a due milioni di euro, con una soglia raddoppiata rispetto a quella prevista dal codice che sopra il milione imponeva sempre l' obbligo di valutare altri parametri oltre al prezzo. Nelle intenzioni di imprese e Comuni, da cui è partita la richiesta al governo, avrebbe dovuto essere un modo per accelerare la strada verso il cantiere degli interventi di taglia più piccola, come le manutenzioni, dove non è semplice individuare parametri di qualità aggiuntivi rispetto allo sconto offerto in gara. La soluzione uscita dal decreto correttivo (Dlgs 56/2017) rischia però di non centrare l' obiettivo. Il punto è che l' ok all' ampliamento dei confini di utilizzo del massimo ribasso (che eviterebbe anche l' obbligo di nominare una commissione giudicatrice ad hoc) vale solo per le stazioni appaltanti che sceglieranno di assegnare gli appalti con gare formali. Un paletto che taglia fuori tutte le procedure negoziate a inviti ammesse le gare di importo inferiore al milione. La conseguenza è che proprio per le opere più piccole, quelle che si intendeva accelerare, le stazioni appaltanti si troveranno ora di fronte a un bivio. Potranno continuare a usare le procedure a invito, che garantiscono tempi più rapidi e sono quelle più usate dalle amministrazioni per assegnare gli appalti di questa taglia. Ma in questo caso, dal 20 maggio, dovranno rinunciare alla possibilità di utilizzare il massimo ribasso e affidarsi all' offerta più vantaggiosa, con l' obbligo aggiuntivo di nominare una commissione di gara e valutare gli aspetti tecnici del progetto. Oppure potranno scegliere la via della gara formale, optando a questo punto per uno dei due criteri di aggiudicazione. Insomma, come è venuto fuori anche a un convegno organizzato ieri dallo studio Legance a Milano per una prima valutazione delle nuove norme sugli appalti, un mezzo pasticcio che rischia di trasformarsi in un boomerang. Decisamente migliore la valutazione degli operatori sulle novità per il partenariato pubblico privato. Apprezzate in particolare le scelte relative all' innalzamento del tetto per il contributo pubblico (dal 30 al 49%) e la nuova misura che rende possibile la sottoscrizione dei contratti di concessione e Ppp soltanto dopo l' approvazione del progetto definitivo. Un paletto che contribuirà a rendere più credibili i piani economico-finanziari a base dei nuovi progetti di investimento.

 

A cura de Il Sole 24 Ore del 10/05/2017 pag. 14 - autore Mauro Salerno


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