Si può censurare solo se è illogica

Tipologia
Notizia
Data
22/04/2017

Il ritiro di una aggiudicazione provvisoria è censurabile davanti al giudice amministrativo soltanto in caso di manifesta illogicità o irrazionalità della scelta compiuta dalla stazione appaltante.

È quanto ha precisato il Tar Lombardia Milano sezione quarta con la sentenza del 18 aprile 2017 n. 900 che tratta degli effetti del ritiro, da parte di una stazione appaltante, una aggiudicazione provvisoria. I giudici hanno ricostruito il quadro normativo vigente con riguardo all' articolo 33 del decreto 50/2016 che ha sostituito l' aggiudicazione provvisoria con la proposta di aggiudicazione, facendo seguito agli orientamenti giurisprudenziali formatisi sull' atto di aggiudicazione provvisoria che avevano circoscritto gli effetti di questa prima fase del procedimento di aggiudicazione del contratto. I giudici hanno ricordato come anche in passato, prima del decreto 50, le sentenze avevano chiarito che l' aggiudicazione provvisoria, facendo nascere in capo all' interessato solo una mera aspettativa alla definizione positiva del procedimento stesso, non assume le caratteristiche di un provvedimento conclusivo della procedura di evidenza pubblica, avendo, per sua natura, un' efficacia destinata ad essere superata. Da questo il Tar fa discendere che, ai fini del ritiro dell' aggiudicazione provvisoria, non vi è obbligo di avviso di avvio del procedimento né un particolare onere motivazionale. Infatti, la possibilità che all' aggiudicazione provvisoria della gara d' appalto non segua quella definitiva è un evento del tutto fisiologico, inidoneo di per sé a ingenerare qualunque affidamento tutelabile con conseguente obbligo risarcitorio. Diversamente, dopo l' aggiudicazione definitiva e prima della stipula del contratto, la revoca è pur sempre possibile, salvo un particolare e più aggravato onere motivazionale. Pertanto il ritiro dell' aggiudicazione provvisoria può essere censurato, oltre che per violazione della norma di legge eventualmente invocata dalla stazione appaltante a fondamento della sua decisione, solo in caso di manifesta illogicità o irrazionalità della scelta amministrativa compiuta.

 

A cura di Italia Oggi del 21/04/2017 pag. 36


Loading...