Affidamenti, si allenta la stretta

Tipologia
Notizia
Data
21/04/2017

Progettazione esecutiva obbligatoria per l'affidamento dei lavori fino a due milioni di euro quando si ricorre al massimo ribasso; possibile mandare in gara il progetto definitivo se è stato approvato prima del 19 aprile 2016 e a condizione che il bando di gara sia pubblicato entro un anno da oggi; eccezioni all'obbligo di affidare lavori sull'esecutivo in caso di netta prevalenza tecnologica o innovativa; possibile l'affidamento a contraente generale oltre i 150 milioni.

Sono queste alcune delle principali novità contenute nel decreto correttivo del codice dei contratti pubblici, riguardanti il rapporto fra livelli di progettazione e contenuti dei contratti da affidare. La scelta se ammettere deroghe all' obbligo di affidare i lavori sulla base del progetto esecutivo è stata molto dibattuta anche in sede parlamentare prima e dopo le audizioni di Delrio e di Cantone. La centralità del progetto (esecutivo) era stato infatti un elemento portante del codice del 2016. In questo anno mentre sul fronte del mercato dei servizi di ingegneria e architettura si è registrato un forte balzo in avanti (+37,3% in numero e +64,0% in valore), gli appalti di lavori hanno invece accusato un calo intorno al 15% in valore, con picchi del 30% e oltre nei comuni. Da più operatori del settore era stata anche evidenziata la difficoltà di aggiudicare lavori con il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa su un progetto che, per definizione, doveva essere cantierabile e quindi non modificabile con migliorie da offrire in sede di gara. Da qui l' esigenza di un intervento che mitigasse l' approccio di un anno fa. In realtà, il decreto correttivo ribadisce il principio generale per cui i lavori si affidano dopo avere acquisito la progettazione esecutiva e questo vale a maggiore ragione con l' apertura concessa dal correttivo sui piccoli lavori per i quali viene innalzata a due milioni (da uno) la soglia per le gare con il criterio del prezzo più basso con l' esclusione delle offerte anomale e l' impiego del metodo antiturbativa che vieta di predeterminare il metodo di calcolo dell' anomalia prima della presentazione delle offerte. Fatto salvo il principio generale, viene ribadito anche che non si possono affidare lavori sulla base del progetto di fattibilità (ex preliminare). Le eccezioni rimangono quelle dell' affidamento a contraente generale (sul definitivo), che peraltro viene ammesso per lavori oltre 150 milioni; dell' affidamento in concessione, delle procedure di finanza di progetto (art.183, sempre sul definitivo), del contratto di disponibilità e, in generale, degli altri contratti di Ppp (come esempio la disciplina della locazione finanziaria di cui all' articolo 187, in cui è possibile porre a base di gara un progetto di fattibilità). Con il correttivo si amplia il novero delle eccezioni consentendo l' appalto integrato (progettazione esecutiva e realizzazione) per i progetti definitivi che le amministrazioni non sono riuscite ad affidare il 19 aprile 2016, ma con la prescrizione di pubblicazione del bando entro aprile 2018, e per tutti i casi in cui l' appalto sia caratterizzato dalla netta prevalenza di contenuti tecnologici o innovativi dell' appalto. In questi casi la determina dovrà però chiarire «in modo puntuale la rilevanza dei presupposti tecnici ed oggettivi che consentono il ricorso all' affidamento congiunto e l' effettiva incidenza sui tempi della realizzazione delle opere in caso di affidamento separato di lavori e progettazione». Ulteriori eccezioni riguardano i lavori di manutenzione con esclusione di quelli che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere.

 

A cura di Italia Oggi del 21/04/2017 pag. 36 - autore Andrea Mascolini


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