Requisiti di moralità per partecipare a gare

Tipologia
Notizia
Data
07/04/2017

Illegittima l' esclusione dalla gara di appalto pubblico di un concorrente che non ha prodotto la dichiarazione sull' insussistenza di sentenze di condanna per reati incidenti sulla moralità professionale, degli amministratori e dei direttori tecnici dell' azienda cedente acquisita dall' ausiliaria.

È quanto ha chiarito il Consiglio di stato con la sentenza n. 1373 della quinta sezione del 27 marzo 2017. La vicenda riguarda una fattispecie in cui veniva eccepito che l' aggiudicataria non avesse reso le dovute dichiarazioni su coloro i quali erano amministratori della cedente il ramo d' azienda, nonostante l' ampia giurisprudenza amministrativa, anche dell' adunanza plenaria. I giudici hanno dato torto al ricorrente in merito alla mancata dichiarazione ex art. 38 del decreto 163/2006 per quanti erano amministratori della cedente il ramo d' azienda, perché la cessione del ramo d' azienda da una società all' altra era avvenuta entro l' anno antecedente la pubblicazione del bando, ma effettivamente manca nel disciplinare di gara una previsione ad hoc. Considerando la necessità della determinatezza delle cause di esclusione per rispettare elementari esigenze di certezza dei concorrenti, una tale previsione non può essere fatta rientrare, in via indiretta, nell' elencazione, seppur generica, delle operazioni societarie per le quali sono dovute le dichiarazioni ex art. 38, viste anche le pesanti conseguenze del mancato rispetto delle previsioni. Il Consiglio di stato ha detto che secondo giurisprudenza la mancata dichiarazione di assenza di pregiudizi penali in capo all' impresa cedente comporta senz' altro l' esclusione dalla gara della cessionaria solo se ciò è espressamente previsto dalla lex specialis. I giudici hanno preso atto che nel caso specifico difettava la prova che gli amministratori per i quali mancava la dichiarazione avessero in concreto riportato pregiudizi penali non dichiarati con la presentazione dell' offerta. L' esclusione non va quindi disposta non sussistendo alcun obbligo in tal senso, sia alla luce del dominante principio di tassatività delle cause di esclusione, sia per l' assenza nel decreto 163/06 che, come nel caso di specie, nel bando di gara, di un siffatto obbligo dichiarativo.

 

A cura di ItaliaOggi del 07/04/2017 pag. 36


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