Offerta incompleta, addio soccorso istruttorio

Tipologia
Notizia
Data
13/03/2017

Addio soccorso istruttorio per l'offerta tecnica ed economica incompleta con il nuovo codice degli appalti pubblici.

La nuova norma, infatti, è più restrittiva della precedente: impedisce di integrare la documentazione necessaria a provare la sussistenza delle caratteristiche imposte dal capitolato a pena di esclusione. E l' estromissione dalla gara decisa dalla stazione appaltante risulta dunque legittima. È quanto emerge dalla sentenza 145/17, pubblicata dalla seconda sezione del Tar Liguria. Forma e sostanza Bocciato il ricorso dell' impresa che non ha potuto partecipare all' aggiudicazione della procedura a evidenza pubblica: si tratta della fornitura di sistemi antidecubito per i pazienti dell' Asl regionale e l' azienda non ha prodotto subito i certificati che dimostrano come il materiale delle parti imbottite sia ignifugo. Il deposito successivo delle attestazioni non può salvare la società dall' estromissione: oggi il soccorso istruttorio non è più quello previsto dall' articolo 46, comma 1-ter, del decreto legislativo 163/06 che ben ammetteva di correre ai ripari per l' offerta incompleta, tranne nel caso di assoluta incertezza sul contenuto o sulla provenienza. Ora invece la norma ex articolo 83, comma 9, del decreto legislativo 50/2016 ammette che la sanatoria può avvenire soltanto per elementi formali. E la carenza addebitata all' impresa è invece questione di sostanza perché riguarda un elemento essenziale come la resistenza al fuoco del prodotto dal noleggiare all' Asl. Nessuna contraddizione Inutile per l' operatore economico lamentare che l' azienda sanitaria prima abbia chiesto alla concorrente di dimostrare che i materiali sono ignifughi e poi abbia comunque estromesso la società dalla procedura: non si configura un' ipotesi di contraddittorietà dell' azione amministrativa; si tratta invero di un puro scrupolo della commissione chiamata ad aggiudicare l' appalto, che può aver cercato di agevolare in qualche modo l' interlocutore. Sarebbe stato semmai illegittimo l' invito della commissione a dimostrare ex post il possesso di requisiti non adeguatamente documentati in sede di offerta, in contrasto all' articolo 83, comma 9, del decreto legislativo 50/2016. All' azienda non resta che pagare le spese di giudizio.

 

A cura di ItaliaOggi7 del 13/03/2017 pag. V - autore Dario Ferrara


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