Servizi di ingegneria, vietati accordi quadro

Tipologia
Notizia
Data
03/03/2017

Nel work in progress del decreto correttivo del codice dei contratti pubblici spunta il divieto di accordi quadro per servizi di ingegneria e architettura; un anno di tempo in più per mandare in appalto i progetti definitivi approvati entro il 19 aprile 2016; sale a 15 il numero delle imprese da invitare nelle procedure negoziate per i lavori.

Sono queste alcune delle novità contenute nel nuovo testo dello schema di decreto correttivo del decreto 50. Va però precisato, che la nuova versione non sembra essere del tutto consolidata, anche se dalla sua lettura ci si può fare una prima idea dell' orientamento rispetto alle numerosissime proposte di modifica della bozza avanzate in sede di consultazione pubblica (durata cinque giorni dal venerdì 17 al mercoledì 22 febbraio). Poco rilievo ha avuto, infatti, l' approvazione dello schema in via preliminare avvenuta il 24 febbraio «salvo intese», una formula che consente ai tecnici di continuare a lavorare, come effettivamente sta avvenendo senza sosta. Con tutta probabilità di modifiche ne arriveranno altre; poi si dovrà vedere cosa uscirà dai pareri parlamentari, dal Consiglio di stato e dalla conferenza unificata. In sede di parlamentare è emerso che i relatori che seguirono la legge delega e il decreto delegato (Raffaella Mariani e Stefano Esposito) hanno già informalmente rappresentato la volontà di emettere un parere congiunto. Nel merito sono state già avanzate delle forti perplessità su alcuni punti (nel dibattito seguito all' audizione del ministro Delrio) che per adesso il testo in circolazione sembra però confermare. È il caso della disciplina dell' appalto integrato per il quale due modifiche sembravano essere state aggiunte rispetto alla versione posta in consultazione: l' obbligo di motivare, nella determina a contrarre, i casi di netta prevalenza tecnologica o innovativa e di estrema urgenza che consentono di affidare i lavori sulla base del progetto definitivo, nonché la possibilità di mandare in gara i progetti già approvati al 19 aprile 2016 fino a un anno dopo (si deve intendere un anno dopo l' approvazione del decreto correttivo quindi entro, presumibilmente, fine aprile 2018. Sempre per l' appalto integrato un' ulteriore apertura viene prevista per le opere di urbanizzazione a scomputo che potrò essere quindi essere affidate sul progetto definitivo. Un' altra disposizione introdotta dall' ultima versione riguarda la materia dei prezziari: si chiarisce che per definire il costo dei materiali da costruzione e degli impianti si utilizzano i prezziari regionali aggiornati annualmente con l' accortezza che quelli in vigore al 31 dicembre si possono utilizzare per ulteriori sei mesi se il progetto posto a base di gara è stato approvato entro il 30 giugno. Ancorché soggetto ad una valutazione politica, il nuovo schema prevede inoltre l' inapplicabilità della disciplina degli accordi quadro agli incarichi di ingegneria e architettura, strumento che invece nelle direttive non limitazioni di sorta. Salirebbe inoltre a 15 il numero delle imprese da invitare nelle procedure negoziate per l' affidamento di lavori. 

 

A cura di ItaliaOggi del 03/03/2017


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