Codice appalti migliorabile

Tipologia
Notizia
Data
01/03/2017

Pubblicato circa due settimane fa, lo schema di decreto correttivo del nuovo Codice Appalti (dlgs. 50/2016), dopo una prima informativa in Consiglio dei ministri, è stato sottoposto a una breve fase di consultazione pubblica.

Attualmente il testo, a seguito dell' esame preliminare da parte del Cdm, è in attesa della trasmissione in Parlamento al fine dell' espressione dei pareri delle commissioni competenti. Il provvedimento dovrà essere approvato in via definitiva entro il 19 aprile. Il correttivo è frutto del lavoro della Cabina di regia istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri e presieduta da Roberto Cerreto che, da poco a capo del dipartimento Affari giuridici e legislativi, proseguirà il lavoro svolto da Antonella Manzione. Come riportato nella relazione illustrativa, le modifiche proposte mirano a perfezionare l' impianto normativo senza intaccarlo, con lo scopo di migliorarne l' omogeneità, la chiarezza e l' adeguatezza, in modo da perseguire efficacemente l' obiettivo dello sviluppo del settore che la stessa legge delega si era prefissata.
Parametri e concorsi di progettazione. Lo schema tocca 84 articoli su 220 e prevede, nota molto positiva, l' obbligatorietà dell' applicazione del Decreto Parametri per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara negli appalti per l' affidamento dei servizi di ingegneria e architettura ed una tutela economica per i progettisti, il cui pagamento non potrà essere subordinato all' ottenimento, da parte della stazione appaltante, del finanziamento dell' opera progettata. «Accogliamo con grande soddisfazione l' obbligatorietà del riferimento ai parametri tariffari ai fini dell' individuazione dell' importo a base d' asta. Riteniamo che si tratti di un passo fondamentale e imprescindibile per restituire dignità alla fase progettuale e garantire economicità, proporzionalità e parità di trattamento tra gli operatori», commenta Andrea Tomasi, presidente di Fondazione Inarcassa. Lo schema di decreto prevede, inoltre, una riduzione di lavoro, e quindi dei costi, a carico dei partecipanti ai concorsi di progettazione - che non saranno più tenuti a presentare piani di fattibilità tecnica ed economica prima dell' approvazione della graduatoria, ma non contempla l' affidamento obbligatorio della progettazione esecutiva al professionista vincitore del concorso.
A tal proposito, il presidente Tomasi afferma: «consideriamo prioritario quanto disciplinato agli artt. 152 e ss. del nuovo Codice degli appalti in materia di concorsi di progettazione. L' obiettivo è far sì che tale procedura diventi, da attività ritenuta meramente culturale, e quasi accademica, una delle modalità per l' affidamento dei servizi di ingegneria e architettura», con assoluta pari dignità di una qualsiasi altra modalità di gara. Infatti, dopo il successo ottenuto a seguito dei concorsi di progettazione indetti per la ricostruzione del «Science Centre» e per la ristrutturazione del corpo centrale dell' ex biblioteca della stazione zoologica «Anton Dhorn» di Napoli, Fondazione Inarcassa ha di recente lanciato un altro importante concorso per la realizzazione di una scuola primaria a Riccione, secondo i principi della rigenerazione urbana sostenibile. In entrambi i casi la procedura utilizzata per il bando di progettazione è risultata vincente, ottenendo risultati ben oltre le aspettative.
Nello specifico, Fondazione Inarcassa insiste per una modifica innovativa dei concorsi di progettazione strutturati in due fasi. La prima fase, detta anche di prequalificazione, andrebbe a coincidere con la presentazione di un' idea del progetto futuro da parte di tutti gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti senza che sia loro richiesta la presentazione di specifici requisiti, in modo da consentire anche ai giovani professionisti di accedere alle nuove opportunità di lavoro. Solo ai partecipanti alla seconda fase, ove si chiede la presentazione di un progetto di fattibilità, invece, viene chiesta la presentazione dei requisiti normativamente previsti. Il contributo più rilevante introdotto dalla Fondazione per la prima volta in Italia, come peraltro dimostrato dalle esperienze sopra citate, riguarda sempre l' assegnazione diretta dell' incarico al vincitore del concorso di progettazione.
In particolare, al primo classificato dovrebbe deve essere sempre assegnato l' incarico per la stesura delle successive fasi di progettazione. L' importo dell' appalto di servizi di ingegneria e architettura viene fissato già nel bando di concorso. In questo modo, i concorsi di progettazione appaiono come lo strumento idoneo per l' affidamento dell' incarico dei servizi di ingegneria e architettura e in quanto tale trova giusta e corretta collocazione nel Codice degli appalti. Invece, la disamina è differente per quanto attiene ai concorsi di idee, disciplinati dall' articolo 156 del nuovo Codice degli appalti, non potendo essere ritenuti una procedura finalizzata all' affidamento dei servizi di architettura e ingegneria. I concorsi di idee, infatti, rappresentano lo strumento per acquisire soluzioni e idee di indirizzo per la stazione appaltante.
Pertanto, al vincitore di tale tipologia di concorso dovrebbe essere assegnato solamente un premio la cui entità dovrebbe essere assolutamente proporzionata all' importanza dell' idea richiesta dal bando e agli elaborati progettuali richiesti. L' inserimento nel Codice di tale procedura, però, non finalizzata al conferimento di una appalto di servizi di ingegneria e architettura, non appare come elemento significativo e decisivo. «Auspichiamo che una più attenta riflessione del Governo su questi aspetti e una disponibilità ad accogliere le nostre sollecitazioni», conclude sul punto Tomasi, «il legislatore pensi a quanto sia più corretto e utile per le p.a. poter scegliere in base al prodotto (progetto) anziché al produttore. Non sempre la tipologia delle opere pubbliche si presta a questa procedura, ma ove vi sia questa possibilità, crediamo che vada assolutamente perseguita».
Appalto integrato. Inoltre, il correttivo reintroduce la possibilità di procedere all' appalto integrato, cioè la possibilità che all' impresa di costruzione sia affidata anche parte della progettazione, per le manutenzioni e nel caso in cui i progetti siano stati validati prima dell' entrata in vigore del nuovo Codice appalti. Infine, accorda alle stazioni appaltanti il ricorso all' affidamento dell' esecuzione di lavori e della progettazione esecutiva, nei casi in cui l' elemento tecnologico o innovativo sia nettamente prevalente rispetto all' importo complessivo dei lavori o qualora ricorrano i presupposti di urgenza. «Le numerose deroghe che consentono l' appalto integrato sono un elemento fortemente negativo», commenta Andrea Tomasi, «ci si riferisce soprattutto alla fattispecie che giustifica l' appalto integrato nei casi d' urgenza.
Questa previsione verrebbe a produrre una eccessiva discrezionalità perché quasi sempre le Amministrazioni agiscono nell' urgenza e, anche l' apparente limitazione che prevede l' attivazione dell' inizio lavori entro 30 giorni dall' appalto, risulta essere facilmente aggirabile con la procedura della consegna dei lavori in carenza di contratto. Procedura questa assolutamente usuale. L' eliminazione dell' appalto integrato era l' unica previsione in linea con la dichiarazione di principio che il legislatore aveva spesso palesato in ordine alla centralità del progetto. Ahimè, il comma 1 ter fa, di fatto, rientrare dalla finestra quanto, correttamente e seriamente, era stato messo alla porta. Nel complesso», conclude il presidente Tomasi, «il testo introduce alcune novità positive ma restano anche diverse criticità quali, ad esempio, una specifica e puntuale definizione dell' offerta economicamente più vantaggiosa nel caso degli appalti di servizi di ingegneria e architettura, depotenziando, come da noi chiesto, la componente economica o le validità temporali dei requisiti. Siamo fiduciosi in un ponderato ripensamento magari anche dopo un positivo confronto con il ministro Delrio».

 

A cura di ItaliaOggi del 01/03/2017 pag. 41


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