Niente soccorso istruttorio sui costi aziendali

Tipologia
Notizia
Data
17/02/2017

Il Tar Toscana, sez. I, con una recentissima sentenza, la n. 217 del 10 febbraio 2016, riapre il dibattito sulla mancata o inesatta indicazione dei costi aziendali per la salute e la sicurezza dei lavoratori e l'ammissibilità del soccorso istruttorio in merito.

Il dlgs n. 50/2016, infatti, all' art. 95, comma 1, inserisce questi oneri come elemento separato da indicarsi nell' offerta economica, ma non ne ha espressamente indicato, nello stesso articolo, l' essenzialità. Il Tribunale adito, accogliendo il ricorso proposto, ha, tuttavia, statuito che sui costi aziendali non è possibile porre rimedio tramite il soccorso istruttorio. L' art. 83, comma 9, del dlgs n. 50/2016, è stato argomentato, ammette l' esercizio della facoltà di integrazione, da parte dei concorrenti, solo relativamente alle «carenze di qualsiasi elemento formale della domanda». Nel caso in esame, il disciplinare di gara imponeva di indicare, nel dettaglio dell' offerta economica, i costi per la sicurezza da rischio specifico. Illegittimamente sono state chieste dalla stazione appaltante delle giustifiche, che i giudici hanno ritenuto non ammissibili, in quanto veniva in rilievo la carenza di un elemento «sostanziale», perché attinente al contenuto dell' offerta economica. In maniera analoga si era espresso anche il Tar Campania Salerno, sez. I, con la sentenza n. 34 del 10 gennaio u.s., in quanto l' indicazione degli oneri di sicurezza aziendale era stata considerata direttamente attinente, ai sensi dell' art. 95, comma 10, dlgs n. 50/2016, all' offerta economica. I giudici di Palazzo Spada, sebbene con riferimento a un procedimento in vigenza del dlgs n. 163/20006, con la decisione della V sezione, n. 223 del 19 gennaio 2017, hanno, invece, ritenuto che, qualora vengano indicati, da parte di un concorrente, oneri interni per la sicurezza pari a 0, non si può procedere all' esclusione del concorrente per motivi di ordine formale. L' esistenza di un importo indicato, sebbene di ordine negativo (ossia nessuna spesa per la voce oneri sicurezza aziendale) comporterebbe, ad avviso del Consiglio di stato, che ogni questione di verifica del rispetto dei doveri concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro si sposti dal versante dichiarativo a quello sostanziale, concernente la congruità di una simile quantificazione. La sezione richiama i principi espressi sul punto dall' Adunanza plenaria, nella sentenza n. 19 del 27 luglio 2016, che ha posto particolare enfasi sugli aspetti di ordine sostanziale, relativamente ai costi minimi di sicurezza aziendale. A seguito dell' intervento nomofilattico, anche la successiva giurisprudenza del Consiglio di stato aveva negato valenza escludente alla mancata specificazione nell' offerta degli oneri per la sicurezza aziendali. Nella decisione n. 223/2017, i giudici, infine sanciscono un altro importante principio: non può essere demandato al giudice amministrativo, in sede di legittimità, di effettuare apprezzamenti riservati alle valutazioni tecnico-discrezionali della stazione appaltante, unica preposta alla verifica dell' anomalia, che nel caso esaminato la stessa aveva ritenuto di non esperire. La stessa sentenza n. 19/2016 dell' Adunanza plenaria era stata, tuttavia, richiamata dai magistrati della IV sezione del Tar Lombardia, che con l' ordinanza n. 1522 del 24 novembre 2016, avevano respinto la tutela cautelare a una impresa esclusa da una gara, per mancata indicazione degli oneri aziendali della sicurezza. È stato affermato, in tale sede che, ai sensi dell' art. 95, comma 10, del dlgs n. 50/2016, non sono invocabili esigenze di trasparenza, per negare la configurabilità della causa di esclusione. Sebbene l' art. 97 indichi come oggetto della valutazione di anomalia anche la verifica degli oneri aziendali della sicurezza, ciò non incide sulla circostanza che l' omessa esposizione in offerta di tali costi non può essere superata in sede di soccorso istruttorio, in quanto l' art. 83, comma 9, del codice dei contratti pubblici ne esclude l' attivazione per i profili relativi all' offerta economica. L' ordinanza in questione, inoltre, è stata confermata dal Consiglio di stato, sez. V, n. 5582 del 15 dicembre 2016. I magistrati dell' appello hanno ritenuto «dirimente» la mancata indicazione degli oneri per la sicurezza «interni o aziendali», con conseguente violazione dell' articolo 95 del decreto legislativo n. 50 del 2016, escludendo, infine, profili di incompatibilità della disposizione tassativa con il paradigma normativo euro-comunitario.

 

A cura di ItaliaOggi del 17/02/2017 pag. 39 - autore Liliana Cirillo ed Eugenio Piscino


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