Appalti, si diradano nubi sul rito superspeciale

Tipologia
Notizia
Data
13/02/2017

Si diradano le nubi sul rito superspeciale per gli appalti ex articolo 120, comma 2-bis, Cpa introdotto dal nuovo codice dei contratti pubblici.

Può capitare che l' atto di ammissione di un' azienda alla procedura non sia pubblicato sul profilo committente della stazione appaltante, come invece prevede l' articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 50/2016: in tal caso il termine decadenziale di trenta giorni decorre da quando l' impresa concorrente riceve il messaggio di posta elettronica certificata con il provvedimento di aggiudicazione definitiva della gara.
È quanto emerge dalla sentenza 24/2017, pubblicata dal Tar Basilicata. Ammissibile il ricorso dell' azienda. Nessun dubbio che al caso si applichi il nuovo codice appalti, entrato in vigore il 18 aprile 2016: il bando per la procedura aperta è stato pubblicato il successivo 28 giugno.
È vero, l' articolo 29 del decreto legislativo 50/2016 precisa che «l' omessa impugnazione preclude la facoltà di far valere l' illegittimità derivata dei successivi atti del procedimento di affidamento». Ma nella specie non c' è traccia dell' atto di ammissione del vincitore sul profilo committente della Provincia appaltante: il termine decadenziale decorre dunque solo dal 13 ottobre, data in cui l' impresa ha ricevuto la Pec che comunica l' aggiudicazione dell' appalto concludendo la procedura.
E quindi risulta ricevibile il ricorso inviato per posta il 29 ottobre, a meno di un meno di un mese dal messaggio email: fa fede la data di spedizione.

 

A cura di ItaliaOggi7 del 13/02/2017 pag. VII - autore Dario Ferrara


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