Violazioni in calo, Anac in ritardo su linee guida

Tipologia
Notizia
Data
13/01/2017

In aumento del 43% sul 2015 i rating di legalità concessi dall' Antitrust nel 2016; sale anche la percentuale di rinnovi (al 60%).

Sono questi i risultati dell'andamento dell'attribuzione rating di legalità alle imprese da parte dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato. Si tratta del bollino blu in vigore dal 2012 e che riguarda le imprese con più di due milioni di fatturato annuo, richiamato anche dal Codice dei contratti pubblici (decreto 50/2016) nell'ambito della disciplina sulla qualificazione degli operatori economici. In base all'articolo 83 del nuovo codice, infatti, il rating di legalità, unitamente ad altri criteri reputazionali dell'appaltatore, costituiranno l'ossatura del nuovo sistema di qualificazione. Probabilmente l'aumento delle richieste formulate all'Antitrust è stato determinato anche dai riferimenti contenuti nel nuovo codice varato ad aprile 2016, anche se va considerato che per la messa a regime del nuovo sistema che prenderà in considerazione anche il rating di legalità mancano ancora le linee guida Anac che, dopo un primo documento di consultazione varato mesi fa, ha deciso di sospendere la consultazione per approfondire diverse problematiche. Nel merito, il rating di legalità gestito dall'Antitrust costituisce strumento premiale: l'Agcm attribuisce un punteggio, da una a tre stellette alle imprese virtuose che corrispondono a una serie di requisiti giuridici. Per ottenere una stelletta, il titolare dell'azienda e gli altri dirigenti non devono avere precedenti penali o tributari e l'impresa non deve essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti antitrust; inoltre l'impresa deve effettuare pagamenti e transazioni finanziarie oltre i mille euro esclusivamente con strumenti tracciabili. Per ottenere un punteggio più alto, il regolamento indica altri sei requisiti: due stellette se ne vengono rispettati la metà, tre stellette se vengono rispettati tutti. Del rating assegnato dall'Agcm, secondo quanto prevede la legge, «si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario». In forza della stessa normativa, «gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d' Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta». Tornando al bilancio 2016 dell' Agcm, nel 2016 le domande per ottenere la certificazione di legalità, garanzia e trasparenza, sono state 2.118 rispetto alle 1.427 del 2015, con un aumento pari al 48%. In crescita anche le attribuzioni: 1.499 nel 2016 contro le 1.046 dell' anno precedente (+43%). Sono stati inoltre attribuiti 64 rinnovi rispetto ai 40 del 2015 (+60%). Dal gennaio 2013, quando è entrato in vigore il regolamento Agcm, l' Autorità ha ricevuto complessivamente 4.603 richieste di rating e ha concesso 2.690 attribuzioni (il 68% dei casi). I dinieghi sono stati invece 161 (il 4%). Le imprese che hanno ottenuto la conferma del rating sono state 121 (3%), 80 quelle che hanno migliorato la loro qualità (2%), 108 hanno avuto il rinnovo (3.7%), mentre le revoche sono state 10 (0,3%). Archiviati 753 casi (19%). 

 

A cura di ItaliaOggi del 13/01/2017 pag. 35


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