Paghe troppo basse, l'appalto è revocato

Tipologia
Notizia
Data
30/12/2016

L' aggiudicazione dell' appalto deve essere revocata anche se l' offerta nel complesso risulta congrua per l' amministrazione che ha bandito la gara.

Possibile? Sì, se nella proposta dell' impresa vincitrice il costo del lavoro è sottostimato al punto da risultare inferiore agli standard delle tabelle ministeriali ad hoc e la deroga non risulta giustificata da un contratto di prossimità applicabile al caso concreto. Il tutto grazie al nuovo codice dei contratti pubblici che dà attuazione, fra le altre, alla direttiva 2014/24/Ue: i principi eurounitari, infatti, impongono il rigoroso rispetto dei diritti minimi quando ci sono in gioco interessi primari di natura sociale, ambientale e in tema di lavoro. È quanto emerge dalla sentenza 1315/16, pubblicata dal tribunale amministrativo regionale della Calabria, sezione staccata di Reggio. Vicinanza della prova. Accolto il ricorso dell' impresa di vigilanza che riesce a bloccare l' affidamento al competitor del servizio di sorveglianza relativo all' edificio in cui la regione ha installato un polo tecnologico. E ciò perché l' offerta della concorrente indica un costo orario del personale pari a poco meno di 17 euro, troppo basso rispetto alle tabelle di cui al dm 21 marzo 2016 allegate agli atti della causa. La deroga sarebbe consentita dall' applicazione di un contratto di prossimità che tuttavia non risulta valido nel nostro caso: in base al principio della vicinanza della prova doveva essere la stazione appaltante a dimostrare la rappresentatività del sindacato che ha sottoscritto l' accordo in deroga al contratto collettivo nazionale (mentre l' azienda controinteressata non si è costituita in giudizio). E in ogni caso i servizi di vigilanza non rientrano nei settori indicati in modo tassativo dall' art. 2, comma 8, del dl 138/11, vale a dire il dl con la manovra bis che ha introdotto l' istituto caratterizzato da una natura straordinaria. Rinvio decisivo. Di più. La novità introdotta dal nuovo codice degli appalti è proprio che la congruità complessiva dell' offerta non evita l' esclusione prevista dall' offerta inadempiente rispetto agli obblighi retributivi minimi: quando si rilevano anomalie, la stazione appaltante è tenuta a chiedere giustificazioni all' impresa che partecipa alla gara. È il rinvio operato dall' art. 97 comma 5 lettera a) del dlgs 50/2016 all' articolo 30 comma 3 a implicare che le imprese chiamate a eseguire gli appalti pubblici devono ritenersi obbligate a rispettare le norme poste a tutela dei diritti sociali, ambientali e del lavoro. E quindi quando l' offerta risulta anormale perché troppo bassa l' azienda partecipante deve essere esclusa dalla procedura pubblica se il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle tabelle richiamate all' articolo 23 comma 16 del codice dei contratti pubblici.

 

 

A cura di ItaliaOggi del 30/12/2016 pag. 39 - autore Dario Ferrara

 


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