La firma illeggibile non esclude dalla gara

Tipologia
Notizia
Data
23/12/2016

La sottoscrizione non leggibile per mere ragioni calligrafiche non legittima l' esclusione da una gara che invece è necessaria se vi sia una oggettiva incertezza su chi abbia sottoscritto l' offerta.

È quanto ha precisato il Consiglio di stato sezione quinta con la sentenza del 15 dicembre 2016 n. 5317 relativamente a una gara per appalto di servizi in cui il disciplinare di gara, nel paragrafo intitolato Informazioni sulla compilazione della documentazione di gara, stabiliva espressamente che l' offerta economica, pena l' esclusione dalla gara, dovesse essere incondizionata e sottoscritta in modo chiaro e leggibile da uno dei legali rappresentanti. Il ricorrente aveva eccepito la non riconoscibilità della firma ma sia in sede cautelare, sia nel merito il Consiglio di stato ha respinto il ricorso dichiarandolo infondato.
In particolare, i giudici hanno affermato che la declaratoria di esclusione si riferiva a due ipotesi, peraltro in modo conforme alle ordinarie esigenze di tutte le stazioni appaltanti: evitare offerte condizionate ed evitare offerte non imputabili a uno specifico concorrente. Per quanto riguarda la seconda ipotesi, la sentenza evidenzia che la sottoscrizione costituisce lo strumento giuridico per imputare una determinata dichiarazione a un soggetto e che la comminatoria di esclusione può scattare soltanto nelle ipotesi in cui la sottoscrizione apposta generi obiettiva incertezza sul soggetto a cui imputare l' offerta.
E questo, peraltro, anche a prescindere da una clausola specifica e anche attualmente in regime di tassatività delle clausole di esclusione ex art.46, comma 1-bis, del Codice dei contratti pubblici. Il Consiglio di stato richiama il principio generale per cui non è causa di invalidità di un atto amministrativo la circostanza che sia illeggibile la sottoscrizione, quando non sussista dubbio sulla provenienza dell' atto da chi risulti nell' intestazione o nel corpo del medesimo e sulla qualifica del sottoscrittore. Da ciò discende per i giudici che la prescrizione di esclusione contenuta nel disciplinare deve essere interpretata nel senso che è vietata la comminatoria di esclusioni per mere ragioni calligrafiche, legate all' apparenza estetica della firma, il che si risolverebbe in un mero ed inammissibile formalismo burocratico.

 

 

a cura di Italia Oggi del 23/12/2016 pag. 43


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