APPALTI, LOTTO UNICO OK SE NON PREGIUDICA LE PMI

Tipologia
Notizia
Data
16/12/2016

Non esiste un obbligo assoluto di suddivisione in lotti di un appalto; legittimo affidare un unico lotto se la scelta non pregiudica la partecipazione delle pmi all' appalto e se viene incontro ad esigenze di spending review. 

È quanto ha affermato il Tar Toscana, sezione terza, con la sentenza del 12 dicembre 2016, n.1755 relativa a un appalto avente ad oggetto un solo lotto di importo superiore a 75 milioni di euro per l' affidamento del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti sanitari. I giudici premettono che l' articolo 51 del nuovo codice dei contratti «ha mantenuto e in parte rafforzato il principio della suddivisione in lotti», posto in essere «al fine di favorire l' accesso delle microimprese, piccole e medie imprese alle gare pubbliche, già previsto dall' art. 2, comma 1-bis, del dlgs n. 163 del 2006».
Ciò non significa però che si tratta di una norma che si esprime in senso assoluto e tale riguardo la sentenza specifica che «nel nuovo regime, il principio non risulta posto in termini assoluti e inderogabili, giacché il medesimo art. 51, al comma 1, secondo periodo, afferma che le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell' appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera d' invito e nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139».
È ammesso quindi derogare al principio generale «seppur attraverso una decisione che deve essere adeguatamente motivata». Ma per capire i margini per motivare la scelta dell' unico lotto il Tar rileva che occorre contemperare interessi pubblici contrapposti: garantire la partecipazione delle pmi alle gare d' appalto, con lotti di importo limitato, e assicurare la razionalizzazione e il contenimento della spesa attraverso la centralizzazione e aggregazione delle gare medesime (come previsto dall' articolo 9 del decreto-legge n. 66 del 2014).
Alla luce di questa impostazione la gara oggetto di ricorso non viene quindi censurata dal momento che il soggetto aggregatore ha correttamente motivato la scelta di non procedere alla suddivisione in lotti, statuendo che «la gara è impostata in unico lotto per ottenere economie di mercato, a fronte di tipologie di prestazioni uguali per tutta la regione» e che «l' attuale assetto di mercato, come evidenziato dal dialogo tecnico effettuato, non pregiudica la partecipazione alla gara» (si chiedevano 2,8 milioni di fatturato medio annuo).

 

a cura di Italia Oggi del 16/12/2016 pag. 43 


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