APPALTI DIRETTI ALLE SOCIETÀ IN HOUSE SOLO SE CONTROLLATE

Tipologia
Notizia
Data
09/12/2016

Affidamenti diretti di appalti pubblici a società in house solo se la partecipata lavora prevalentemente per gli enti/soci. 

Per la verifica del requisito dell' attività prevalente non si conta il fatturato per servizi/lavori resi a p.a. diverse da quelle titolari delle partecipazioni. E non si conta neppure l' attività svolta per enti pubblici su ordine di una p.a., che a sua volta non sia socia. La restrizione della possibilità di affidamento diretto (senza gara) alle public companies è affermata dalla sentenza della Corte di giustizia dell' Unione europea dell' 8 dicembre 2016, resa nella causa C-553/15.
La Corte di Lussemburgo è stata chiamata a risolvere una questione relativa al vecchio codice italiano dei contratti pubblici (dlgs. 163/2006). La materia trova, peraltro, una disciplina espressa nel nuovo codice di settore (dlgs 50/2016, articoli 5 e 192). In particolare si tratta di vedere quando una p.a. può soprassedere all' applicazione delle regole sulle gare e stipulare un contratto direttamente con una società partecipata da enti pubblici. I criteri principali sono due: la p.a. socia deve esercitare sulla società partecipata un controllo analogo a quello svolto sui propri uffici e servizi; la partecipata deve lavorare prevalentemente per i propri soci enti pubblici.
Se, invece, la public company lavora per il mercato (per clienti diversi dalle p.a. socie), non c' è ragione per la deroga all' obbligo di gara e la stessa deve misurarsi in procedure selettive per acquisire gli appalti. La Cgue ha precisato come si calcola il criterio dell' attività prevalente: non si deve tenere in conto l' attività che la società svolga per enti terzi (cioè non soci della società medesima); si deve, invece, tenere conto dell' attività svolta dalla società a favore di enti facenti parte della compagine sociale anche prima dell' affidamento dell' appalto. La materia, comunque, è stata disciplinata dal dlgs 50/2016, che, oltre al resto, stabilisce la soglia dell' 80%: la partecipata deve superare questo livello di fatturato (inteso come totale medio per i tre anni precedenti l' aggiudicazione) con la p.a. controllante.

 

a cura di Italia Oggi del 09/12/2016 pag. 33 – autore Antonio Ciccia Messina


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