OFFERTE TECNICHE CARENTI SENZA SOCCORSO ISTRUTTORIO

Tipologia
Notizia
Data
25/11/2016

Il soccorso istruttorio non è utilizzabile per sanare carenze delle offerte tecniche presentate in una gara di appalto.

Lo ha affermato l' Anac, con la delibera n. 1093 del 26 ottobre 2016 in merito alla legittimità dell' esclusione di un concorrente dovuta alla mancata presentazione nell' offerta tecnica di un appalto integrato di alcuni elaborati progettuali, consistenti nel «censimento e progetto di risoluzione delle interferenze» e nel «quadro economico con le indicazioni delle singole voci senza importi». Questa documentazione era stata richiesta a pena di esclusione dalla lex specialis del bando di gara che ne richiedeva la predisposizione in base a quanto prevedeva l' allora vigente dpr 207/2010 agli articoli da 24 a 32 in tema di progettazione definitiva. L' Autorità anti corruzione ha richiamato la determinazione 1/2015 sul soccorso istruttorio per ritenere legittima l' esclusione disposta dalla stazione appaltante: per l' Anac, nel caso specifico, risultava inammissibile l' utilizzo del soccorso istruttorio perché si tratta di un istituto che non ha la finalità di «supplire a carenze dell' offerta». Se ciò fosse ammesso si determinerebbero diversi effetti negativi: in primo luogo si «produrrebbe un' alterazione della par condicio e del libero gioco della concorrenza»; in secondo luogo «si violerebbe il canone di imparzialità e di buon andamento dell' azione amministrativa». Infine, ammettere l' impiego del soccorso istruttorio per sanare le carenze dell' offerta tecnica significherebbe «eludere la natura decadenziale dei termini cui è soggetta la procedura e implicherebbe la violazione del principio di segretezza delle offerte». In particolare, secondo l' Autorità, il soccorso istruttorio, disciplinato ai sensi dell' art. 46, comma 1 del dlgs 163/06, norma in vigore all' epoca dello svolgimento della gara, «si riferisce al potere-dovere di regolarizzare certificati, documenti o dichiarazioni già esistenti ovvero di completarli, ma non può essere utilizzato per supplire a carenze dell' offerta tecnica», a maggior ragione in presenza di una previsione del bando richiesta a pena di esclusione. In altre parole l' istituto è finalizzato a sanare ogni omissione o incompletezza documentale, superando il limite della sola regolarizzazione e integrazione di quanto già dichiarato e prodotto in sede di gara in relazione ai requisiti di partecipazione. Del tutto estranea all' impiego del soccorso istruttorio è quanto accade nella successiva fase di offerta. Anche la giurisprudenza, ha detto l' Anac ha interpretato la norma del vecchio codice affermando che si indirizza al potere-dovere di regolarizzare certificati, documenti o dichiarazioni già esistenti. Pertanto ne viene confermata l' impossibilità di applicazione in caso di inosservanza di una chiara clausola di gara che imponeva la produzione di elaborati facenti parte del progetto definitivo che doveva prodursi in sede di gara di un appalto integrato. La delibera Anac mantiene la sua validità anche nell' ambito del nuovo codice dei contratti pubblici dal momento che anche il comma 9 dell' articolo 83 si riferisce alla possibilità di sanare le carenze di qualsiasi elemento della domanda di partecipazione, quindi anche del Dgue «con esclusione di quelle afferenti all' offerta tecnica ed economica».

 

a cura di Italia Oggi del 25/11/2016 pag. 59

 


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