AGGIUDICAZIONE, RIPRISTINO NON È UN ATTO DOVUTO

Tipologia
Notizia
Data
21/11/2016

In tema di forniture alla pubblica amministrazione, la pendenza di un giudizio risarcitorio per una precedente revoca non rende il ripristino dell' aggiudicazione atto dovuto, ma costituisce, semmai, uno degli elementi da ponderare in sede di valutazione sul modo di conseguire la fornitura ritenuta necessaria. 

Lo hanno affermato i giudici della terza sezione del Consiglio di stato con la sentenza n. 4613 dello scorso 3 novembre. I giudici del Consiglio di stato hanno, altresì, osservato che, stante il principio di immodificabilità dell' offerta e il quinquennio eventualmente trascorso, sarà onere della stazione appaltante dar conto della ricomprensione delle modifiche nell' ambito dell' aggiornamento tecnologico, e sembra indiscutibile che tale valutazione vada fatta, o comunque debba essere adeguatamente esternata.
Nel caso sottoposto all' attenzione dei supremi giudici amministrativi, a distanza di cinque anni dalla presentazione dell' offerta, in un settore soggetto a rapida evoluzione/obsolescenza e con prezzi in tendenziale continua diminuzione (a fronte della medesima prestazione), una valutazione aggiornata e comparativa della convenienza economica dell' offerta, a parere dei giudici di palazzo Spada era certamente necessaria, e, oltre che dell' opportunità di ottenere una diminuzione del prezzo dell' 8%, di definire la fornitura in tempi brevi e di eliminare i rischi altrimenti derivanti dal contenzioso in essere (elementi favorevoli considerati nel provvedimento), sarebbe stato opportuno prendere in considerazione anche le condizioni economiche ottenibili sul mercato e rilevabili, anzitutto, dalle forniture pubbliche effettuate in tempi più recenti.
Il thema decidendum prendeva le mosse dal fatto che la Ausl aveva espletato una gara per l' affidamento della fornitura in noleggio di un sistema RIS/PACS (a supporto dell' attività di gestione, archiviazione, stampa e trasmissione delle immagini, dei referti e dei dati clinici prodotti dalle Unità Operative di Radiologia) per un periodo di 6 anni con opzione di riscatto, aggiudicandola con deliberazione alla Alfa Spa. A seguito della trasformazione in ambulatori di alcuni ospedali, con delibera la gara e l' aggiudicazione venivano revocate. La Alfa impugnava la revoca dinanzi al Tar, chiedendo il riconoscimento del diritto alla conclusione del contratto nonché la condanna della Ausl al risarcimento dei danni.

 

a cura di Italia Oggi del 21/11/2016 – autore Maria Domanico 


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