CONTRATTI RICORRENTI A OSTACOLI

Tipologia
Notizia
Data
09/11/2016

Difficili gli appalti di forniture e servizi mediante affidamenti diretti sotto la soglia dei 40 mila euro, nel caso di contratti ricorrenti.

L' articolo 35 del nuovo codice dei contratti contiene nel comma 12 contiene una norma non ben conosciuta, che potrebbe non consentire le procedure semplificate previste dall' articolo 36, comma 2, lettera a), del codice stesso per quelle forniture e servizi ripetitivi negli anni, come le mense scolastiche o gli acquisti di arredi per le scuole. La disposizione dell' articolo 35, norma destinata a definire i metodi di calcolo del valore stimato degli appalti, nel comma 12 stabilisce che «se gli appalti pubblici di forniture o di servizi presentano caratteri di regolarità o sono destinati ad essere rinnovati entro un determinato periodo» vi sono due criteri per calcolare il valore stimato dell' appalto.
Il primo, contenuto nella lettera a) è riferito al «valore reale complessivo dei contratti analoghi successivi conclusi nel corso dei 12 mesi precedenti o dell' esercizio precedente, rettificato, ove possibile, al fine di tenere conto dei cambiamenti in termini di quantità o di valore che potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al contratto iniziale». Il secondo, previsto nella lettera b) riguarda «il valore stimato complessivo dei contratti successivi aggiudicati nel corso dei 12 mesi successivi alla prima consegna o nel corso dell' esercizio, se questo è superiore ai 12 mesi». Nel primo caso la norma verosimilmente prende di mira i contratti ricorrenti, nel secondo i contratti che si prevede di «rinnovare», ma meglio dire riaffilare entro un certo lasso di tempo. La caratteristica dei contratti presi in esame dalla norma è quella della loro ripetitività nel corso degli esercizi finanziari o degli anni.
Sicché, ai fini del calcolo del valore stimato dell' appalto non si può prendere in considerazione solo il segmento autonomamente riferito ad una specifica gara indetta nell' arco di tempo di 12 mesi o di un esercizio, ma si deve fare riferimento al fabbisogno, che risulta continuativo nel tempo. Insomma, il criterio previsto dalla norma è considerare il valore del contratto come da affidare ricomprendendo nella base di gara non solo l' importo della prestazione prevista dal bando, ma anche l' importo del contratto di identico oggetto stipulato nei 12 mesi precedenti, oppure quello che si stipulerà, sempre di identico oggetto, nei 12 mesi successivi. Questo perché, alla fine dei conti, il fabbisogno è un flusso costante e, dunque, teoricamente le amministrazioni dovrebbero attivare contratti pluriennali. Poiché, tuttavia, viene garantita l' autonomia organizzativa di decidere l' arco di durata dei contratti, la previsione dell' articolo 35, comma 12, del codice ha lo scopo di evitare che gli affidamenti annuali, se riferiti a fabbisogni ricorrenti, risultino un sistema per frazionare artificiosamente i valori dei contratti, allo scopo di eludere le soglie di valore previste dal codice stesso.
È noto che se si raggiungono le soglie di rilievo comunitario scattano gli obblighi di applicare integralmente le regole codicistiche; mentre le procedure semplificate sotto soglia regolate dall' articolo 36 del codice sono consentite solo se i contratti abbiano i valori ivi previsti: per gli affidamenti diretti, in particolare 40 mila euro. Pertanto, se un ente preveda di affidare annualmente un servizio del valore, poniamo, di 25 mila euro ma nei 12 mesi precedenti all' avvio della procedura abbia già affidato il medesimo servizio per l' importo, comprensivo di ribasso, di 21 mila euro, allora l' applicazione del comma 12 dell' art. 35 impedisce il ricorso all' affidamento diretto, perché di fatto occorre sommare il valore reale del contratto concluso in precedenza e, quindi, non si potrebbe più applicare l' art. 36, comma 2, lettera a), del codice, ma semmai l' articolo 36, comma 2, lettere b) e seguenti. Qualora gli importi risultassero significativamente più elevati, il criterio ex art. 35, co. 12, potrebbe anche far raggiungere ed oltrepassare la soglia comunitaria.

 

a cura di Italia Oggi del 09/11/2016 pag. 43 – autore Luigi Oliveri


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