L'OMESSA CONDANNA ESCLUDE DALLA GARA

Tipologia
Notizia
Data
21/10/2016

La mancata dichiarazione di una condanna comporta senz' altro l' esclusione dalla procedura di affidamento di un appalto pubblico; 

Si tratta di omissione non sanabile con il soccorso istruttorio. È quanto ha affermato il Consiglio di stato, sezione quinta, nella sentenza del 12 ottobre 2016 n. 4219 relativa a una fattispecie (sotto la vigenza del Codice De Lise) inerente all' applicazione dell' articolo 38 al comma 1, lett. c), la norma, oggi sostituita dall' articolo 80 disponeva che sono esclusi dalle gare i concorrenti che abbiano riportato sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell' articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello stato o della comunità che incidono sulla moralità professionale (nonché i concorrenti che abbiano riportato condanna, con sentenza passata in giudicato, per uno o più reati di partecipazione a un' organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti dagli atti comunitari citati all' articolo 45, paragrafo 1, direttiva Ce 2004/18).
Il successivo comma 2 introduceva un vincolo dichiarativo ex lege che integrava automaticamente eventuali carenze della disciplina di gara, prevedendo che il concorrente indicasse «tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione», ma anche «le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa, né le condanne revocate, né quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione».
Non avendo il concorrente dichiarato una condanna diversa da quelle elencate alla lettera c, i giudici hanno sentenziato che tale omissione «comporta senz' altro l' esclusione dalla gara, essendo impedito alla stazione appaltante di valutarne la gravità». Inoltre, non è data neanche la possibilità di utilizzo del soccorso istruttorio: «il soccorso istruttorio non può essere utilizzato per sopperire a dichiarazioni (riguardanti elementi essenziali) radicalmente mancanti, pena la violazione della par condicio fra concorrenti, ma soltanto per chiarire o completare dichiarazioni o documenti già comunque acquisiti agli atti di gara».

 

A cura di Italia Oggi del 21/10/2016 pag. 44


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