OFFERTE, QUANDO SCATTA L'OBBLIGO DI RIPARAMETRARE

Tipologia
Notizia
Data
07/10/2016

Obbligatoria la riparametrazione dei punteggi assegnati alle offerte in una gara di appalto pubblico se si prevede una soglia minima per il punteggio tecnico; il divieto di commistione fra requisiti soggettivi e oggettivi non si applica all' esperienza dei dipendenti o del team di lavoro.

Sono questi i principi affermati dal Consiglio di stato, sezione terza, con la pronuncia del 27 settembre 2016 n. 3970 che ha trattato il tema della riparametrazione dei punteggi quando nel bando di gara è previsto che si aprano le buste contenenti l' offerta economica soltanto per le offerte tecniche che abbiano raggiunto un prefissato punteggio minimo. Sul punto, oggetto di attenzione anche nelle linee guida 2/2016 emesse dall' Anac, i giudici chiariscono innanzitutto che la riparametrazione è indispensabile per evitare anomale restrizioni alla concorrenza ed al principio di massima partecipazione. Non è questione e quindi non rileva, dice la sentenza, la differenza tra requisiti qualitativi chiesti ai fini dell' ammissione e requisiti richiesti ai fini della selezione. La fissazione di una soglia minima di punteggio per l' offerta tecnica opera su un altro piano perché non è un requisito di ammissione ma semplicemente una valore al di sotto del quale l' amministrazione non ritiene l' offerta accettabile quale che sia la proposta economica. È proprio in tali casi che la giurisprudenza ha tuttavia predicato il carattere «indispensabile» della riparametrazione di cui alla lettera a), punto 5, dell' allegato P del vecchio regolamento ormai abrogato (dpr 207/2010), così da ripristinare, anche in funzione proconcorrenziale, un equilibrio tra i fattori di valutazione delle offerte. La sentenza coglie l' occasione per precisare come debba intendersi la distinzione fra requisiti di ammissione e elementi di valutazione delle offerte: «solo i riferimenti all' impresa, e non quelli all' esperienza di singoli dipendenti o del team di lavoro, sono in contrasto con il principio del divieto di commistione tra requisiti soggettivi dell' offerente e requisiti oggettivi dell' offerta». Un chiarimento che prende atto di quanto le direttive (la n. 24/2014) ammettono all' articolo 67 (criteri di aggiudicazione) in rapporto all' art.58, comma 4.

 

a cura di Italia Oggi del 07/10/2016 pag. 44 


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