MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER GLI AFFIDAMENTI IN HOUSE

Tipologia
Notizia
Data
07/10/2016

Con l' entrata in vigore del nuovo codice degli appalti (dlgs 50/2016), l' Italia si è adeguata alle direttive europee 23, 24 e 25 del 2014 in materia di affidamenti in house providing.

In particolare, l' articolo 5 del dlgs 50/2016 disciplina i requisiti che dovrebbero avere i soggetti affidatari diretti di servizi e fornisce la definizione di controllo analogo. Le caratteristiche degli affidamenti in house sono invece trattate dall' art. 192 del nuovo codice che, riguardo agli affidamenti diretti di servizi in regime di concorrenza a propri organismi controllati, prevede espressamente l' obbligo di effettuare una valutazione preventiva in ordine alla congruità dell' offerta economica dei soggetti in house, avuto riguardo all' oggetto e al valore della prestazione. In pratica, l' ente pubblico è tenuto a definire preventivamente il livello qualitativo e quantitativo del servizio da affidare e ad effettuare una comparazione tra le varie forme di gestione: con gara, in house o con società mista e gara a doppio oggetto. L' art. 192, inoltre, prosegue imponendo una motivazione rafforzata nell' atto di affidamento diretto in house. Devono essere infatti esplicitate le ragioni del mancato ricorso al mercato e indicati i benefici per la collettività, anche con riferimento agli obiettivi di universalità, socialità, efficienza, economicità, qualità del servizio e ottimale impiego delle risorse pubbliche. Le conseguenze immediate di tali disposizioni sono che le p.a. dovranno valutare non solo la correttezza degli affidamenti in house dal punto di vista giuridico, ma anche dal punto di vista sostanziale, indicando puntualmente, attraverso una specifica attività istruttoria, come la propria società possa fornire il servizio oggetto di affidamento diretto a condizioni economiche e qualitative migliori rispetto al mercato. Recentemente anche il Consiglio di stato, con la sentenza 1900 del 12 maggio 2016, si è espresso in maniera piuttosto netta a proposito dell' obbligo di motivare in maniera adeguata le ragioni di fatto e di diritto che giustifichino la convenienza di affidare un servizio ad un società in house. Con la citata sentenza, infatti la sezione V richiama l' art. 34, comma 20, del dl 179/2012 che, ribadendo il principio di trasparenza e democraticità delle decisioni pubbliche, impone un dettagliato e aggravato onere motivazionale, subordinando la legittimità della scelta della concreta modalità di gestione di un servizio pubblico locale alla redazione di un' apposita relazione, contenente valutazioni di tipo concreto, riscontrabile, controllabile, intellegibile e pregnante sui profili di convenienza, non solo economica, della gestione prescelta. In definitiva, in assenza di un' istruttoria completa ed approfondita e in mancanza di una effettiva valutazione di tutte le possibili forme gestionali, secondo il Consiglio di stato gli affidamenti diretti in house providing sono illegittimi.

 

a cura di ANUTEL pubblicato su Italia Oggi del 07/10/2016 pag. 47 - autore: Gianluca Della Bella docente esclusivo Anutel


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