APPALTI CON PRINCIPIO DI ROTAZIONE

Tipologia
Notizia
Data
22/09/2016

Il T.A.R. Palermo, con la sentenza n. 1916/2016, ha stabilito che, nelle procedure negoziate alle quali può partecipare un numero limitato di operatori economici, il principio di rotazione è un elemento essenziale.

Il T.A.R. Palermo, con la sentenza 27 luglio 2016, n. 1916, è intervenuto nell'ampio dibattito sull'equilibrio tra massima partecipazione delle imprese e rischio di rendite di posizione negli appalti pubblici, promuovendo un'interpretazione piuttosto rigorosa della disciplina della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara (art. 57, co. 6 del D.Lgs. n. 163/2006).

Nel caso di specie, i giudici hanno annullato un contratto per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani che una centrale unica di committenza aveva sottoscritto con un precedente gestore anziché con una delle altre imprese invitate. Accogliendo la tesi di una di queste ultime, il T.A.R. ha spiegato che, in questi casi, la prescrizione sull'avvicendamento delle ditte in possesso dei requisiti necessari ad avere rapporti con le P.a. costituisce la garanzia minima per il rispetto delle regole di trasparenza e concorrenzialità che presidiano il settore degli appalti pubblici in riferimento ad una procedura che, in sé, contiene significative deroghe all'ordinario criterio di aggiudicazione degli appalti. Ne consegue che, anche a voler condividere l'interpretazione normativa più estensiva, difficilmente possono essere ritenute rispettate le garanzie minime previste dalle norme di legge in materia senza che il principio di rotazione assuma un valore ancor più pregnante proprio per il limitato numero di ditte.

 

A cura de Il Sole 24 Ore n. 261 del 22/09/2016 pag. 47 – Autore: Francesco Clemente


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