APPALTI, OMBRELLO AL LAVORATORE SE C'È SUBENTRO

Tipologia
Notizia
Data
01/09/2016

Appalti: maggiori tutele al lavoratore in caso di subentro di un nuovo appaltatore

La Fondazione Studi consulenti del lavoro ha predisposto una propria circolare (n. 11/2016), con la quale illustra i principali effetti della Legge n. 122/2016 che modifica l'articolo 29, comma 3 del D.Lgs. n. 276/2003, secodo cui, in caso di subentro di un nuovo appaltatore nella gestione di un appalto, non si configurava mai cessione d'azienda.

Vengono previste maggiori tutele per i lavoratori impiegati in appalti quando cambia l'assetto proprietario, ma vi sia una sostanziale continuità organizzativa d'impresa, poiché non si utilizzano mezzi, beni e organizzazione diversi da quelli utilizzati in precedenza.

In questo modo si è spinto il legislatore a chiarire come il subentro nell'appalto costituisca, appunto, trasferimento d'azienda anche laddove, oltre al passaggio di personale dalle dipendenze del vecchio al nuovo titolare, vi sia l'impiego di tutti gli altri fattori di produzione precedentemente gestiti.

Prevedere che il subentro costituisca trasferimento d'azienda significa estendere ai lavoratori coinvolti l'applicazione dell'articolo 2112 del Codice Civile, ai sensi del quale, in caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano; pertanto, sia il vecchio che il nuovo appaltatore restano obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento.

Il subentrante è inoltre tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, mentre, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento.

 

A cura di Italia Oggi n. 207 del 01/09/2016 pag. 33 Autore: Luigi Oliveri


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