GARE, SE MANCA L'INVITO NON C'È LA TRASPARENZA

Tipologia
Notizia
Data
26/08/2016

Alla seduta pubblica per aprire le buste

Il mancato invito a presenziare alla seduta pubblica di apertura delle buste in una gara pubblica viola il principio di trasparenza e non necessita della prova dell'avvenuta manipolazione della documentazione. Lo afferma il Consiglio di stato, sezione quinta, con la pronuncia del 20 luglio 2016, n. 3266 in cui si premette che il principio di trasparenza in materia di contratti pubblici ha portata fondamentale ed informa profondamente le procedure di gara. Corollario di questa affermazione è che la rilevanza della violazione (del principio di trasparenza) «prescinde dalla prova concreta delle conseguenze negative derivanti dalla sua violazione, rappresentando un valore in sé, di cui la normativa nazionale e comunitaria predica la salvaguardia a tutela non solo degli interessi degli operatori, ma anche di quelli della stazione appaltante».

Nel caso esaminato dalla sentenza era accaduto che la stazione appaltante non avesse inviato la comunicazione via Pec., del giorno di apertura dei plichi, privando il concorrente della possibilità di partecipare alla seduta pubblica e, conseguentemente, determinando una lesione del principio di trasparenza. I giudici affermano che è sufficiente questa mancanza a ritenere illegittimo il comportamento della stazione appaltante, a nulla rilevando il fatto che si sia poi prodotto una manipolazione della documentazione di gara: «non spetta all'operatore economico provare che il mancato rispetto del principio di trasparenza abbia in concreto prodotto una manipolazione indebita della documentazione nella disponibilità della commissione di gara». D'altro canto il Consiglio di stato aveva precisato in passato che nelle gare d'appalto la pubblicità delle sedute risponde all'esigenza di tutela non solo della parità di trattamento dei concorrenti, ai quali deve essere permesso di effettuare gli opportuni riscontri sulla regolarità formale degli atti prodotti e di avere così la garanzia che non siano successivamente intervenute indebite alterazioni, ma anche dell'interesse pubblico alla trasparenza e all'imparzialità dell'azione amministrativa, le cui conseguenze negative sono difficilmente apprezzabili ex post una volta rotti i sigilli e aperti i plichi, in mancanza di un riscontro immediato.

 

a cura di Italia Oggi del 26/09/2016 pag. 36


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