IN SINTESI
Con la delibera n. 387 del 2026, ANAC chiarisce che trust e intestazioni fiduciarie rientrano nella dichiarazione patrimoniale prevista dall’art. 14, comma 1, lett. f), del d.lgs. 33/2013 per i titolari di cariche politiche. Il trust va dichiarato quando il disponente conserva controllo o conoscenza del patrimonio e della sua gestione. Resta fuori solo se il disponente non ne ha alcuna conoscenza. Le intestazioni fiduciarie vanno sempre dichiarate, indicando beni, natura del diritto e, per le società, numero di quote e denominazione. Il nuovo orientamento supera la determinazione ANAC n. 241/2017 e le FAQ precedenti dalla sua entrata in vigore, prevista il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Cosa stabilisce la delibera ANAC 387/2026 sulla dichiarazione patrimoniale
La delibera n. 387 del 2026 è un intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sugli obblighi di trasparenza. La stampa ha riportato che l’atto è stato pubblicato di recente e che include trust e intestazioni fiduciarie nelle dichiarazioni patrimoniali di politici e amministratori. L’Autorità è intervenuta a seguito di una richiesta di chiarimenti sulle dichiarazioni dei titolari di cariche politiche, innovando l’assetto precedente.
Contestualmente sono state aggiornate le FAQ sul sito ANAC (nn. 1.12 e 1.14).
Dato non verificabile in questa sede: la data di adozione, il testo integrale e la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si raccomanda il controllo sul sito ANAC e in Gazzetta Ufficiale prima di indicare una data di efficacia.
Trust: quando il disponente deve dichiarare
Il trust va ricompreso nella dichiarazione patrimoniale quando il disponente (settlor) mantiene controllo e accesso alla consistenza del fondo. In quel caso il disponente dichiara i beni immobili e i beni mobili iscritti in pubblici registri. Dichiara anche le partecipazioni, cioè quote o azioni, detenute tramite il trust.
La delibera esclude i casi in cui il disponente non mantenga «alcuna conoscenza del patrimonio del trust». Conta quindi la conoscenza effettiva o la conoscibilità della consistenza del fondo e della sua evoluzione gestionale, fino alla cessazione degli effetti del trust. Il solo fatto di aver costituito un trust non basta a escludere l’obbligo.
Intestazioni fiduciarie: sempre da dichiarare
Le intestazioni fiduciarie vanno sempre dichiarate. ANAC osserva che la proprietà del bene resta al fiduciante, che ne controlla e dirige la gestione, pur operando tramite la società fiduciaria. Per questo il patrimonio fiduciario non può restare fuori dalla dichiarazione.
Si dichiarano:
- i beni, mobili o immobili;
- la natura del diritto esercitato;
- per quote o partecipazioni societarie, il numero e la denominazione della società.
Perché ANAC cambia orientamento
ANAC motiva la scelta con una trasparenza intesa come accessibilità dei dati sulla consistenza economico-patrimoniale di chi ricopre cariche politiche. L’obiettivo dichiarato è «conoscere tutti gli interessi economici di un amministratore pubblico». Serve a valutare indipendenza e possibili conflitti di interesse, cioè se le decisioni politiche possano favorire interessi propri.
L’Autorità richiama anche la nuova direttiva europea 2026/1021 sulla lotta alla corruzione, che secondo la delibera si concentra sulla conoscibilità e verificabilità degli asset patrimoniali. La direttiva è del 29 aprile 2026 ed è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’11 maggio 2026. Secondo fonti di settore, è entrata in vigore il 31 maggio 2026. La delibera ANAC non è un atto di recepimento. Il richiamo alla direttiva serve a motivare l’evoluzione interpretativa.
Dalla sua entrata in vigore la delibera supera le indicazioni della determinazione ANAC n. 241/2017 e di alcune FAQ dedicate all’art. 14. Supera anche l’impostazione che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva individuato sui contenuti delle dichiarazioni.
Definizioni chiave: trust, disponente e intestazione fiduciaria
- Trust: istituto in cui un soggetto (il disponente) trasferisce beni a un gestore (il trustee), che li amministra nell’interesse di beneficiari o per uno scopo, con segregazione patrimoniale.
- Disponente (settlor): chi costituisce il trust e vi conferisce i beni. Per ANAC è il soggetto su cui si misura l’obbligo dichiarativo, in base alla sua conoscenza del patrimonio.
- Intestazione fiduciaria: rapporto in cui una società fiduciaria risulta intestataria di beni o quote per conto del fiduciante. Questi ne conserva la proprietà e ne dirige la gestione.
- Dichiarazione patrimoniale: documento reddituale e patrimoniale dei titolari di incarichi politici, da pubblicare ai sensi dell’art. 14, comma 1, lett. f), del d.lgs. 33/2013.
- Trasparenza sostanziale: accesso ai dati che consentono di verificare indipendenza e conflitti di interesse di chi esercita funzioni pubbliche di alto livello.
Tabella di sintesi: chi dichiara cosa
La tabella riassume i tre scenari previsti dalla delibera.
| Situazione | Obbligo di dichiarazione | Cosa si dichiara |
|---|---|---|
| Trust, disponente informato sul patrimonio e sulla gestione | Sì | Immobili, mobili registrati, quote e azioni |
| Trust, disponente senza alcuna conoscenza del patrimonio | No | Nessun dato sul trust |
| Intestazione fiduciaria | Sempre | Beni, natura del diritto, numero e denominazione delle società |
Verifiche e controlli sulla dichiarazione patrimoniale con trust e fiduciarie
La delibera riguarda i titolari di cariche politiche, ma ha effetti pratici su amministrazioni ed enti. Questi devono pubblicare le dichiarazioni e vigilare sugli obblighi di trasparenza. Le indicazioni che seguono sono buone prassi operative ricavate dalla delibera, non prescrizioni di ANAC.
- Verificare l’efficacia. Controllare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la data di entrata in vigore prima di applicare il nuovo orientamento.
- Aggiornare i modelli. Includere nella modulistica campi espliciti per trust e intestazioni fiduciarie, con beni, natura del diritto, numero di quote e denominazione societaria.
- Informare i soggetti obbligati. Comunicare ai titolari di cariche che le indicazioni della determinazione 241/2017 e delle FAQ previgenti non sono più il riferimento.
- Distinguere i trust. Chiedere al disponente di indicare se conosce la consistenza del fondo e la sua gestione. L’assenza totale di conoscenza è l’unica eccezione e va motivata.
- Raccordare con il conflitto di interessi. Per amministratori che incidono su procedure di affidamento, valutare la coerenza con gli obblighi di segnalazione del conflitto di interessi dell’art. 16 del d.lgs. 36/2023.
- Consultare le FAQ 1.12 e 1.14. Usarle come riferimento interpretativo aggiornato, controllandone il testo ufficiale.
Errore da evitare: considerare il trust come sempre estraneo alla dichiarazione perché il patrimonio è formalmente del trustee.
FAQ
Il trust va sempre inserito nella dichiarazione patrimoniale dei titolari di cariche politiche?
No, non sempre. Secondo la delibera ANAC n. 387/2026 il trust va dichiarato quando il disponente conosce il patrimonio del fondo ed è informato sull’evoluzione gestionale. L’obbligo non sussiste solo se il disponente non mantiene alcuna conoscenza del patrimonio. Conta quindi la conoscenza effettiva o la conoscibilità, non la sola esistenza del trust.
Le intestazioni fiduciarie devono essere dichiarate?
Sì, sempre. ANAC ritiene che nelle intestazioni fiduciarie la proprietà resti al fiduciante, che ne dirige la gestione tramite la società fiduciaria. Nella dichiarazione patrimoniale vanno quindi indicati i beni, mobili o immobili, e la natura del diritto esercitato. Per le quote societarie vanno indicati anche il numero e la denominazione della società.
Quali beni del trust vanno indicati nella dichiarazione?
Vanno indicati i beni immobili e i beni mobili iscritti in pubblici registri detenuti tramite il trust. Vanno indicate anche le partecipazioni societarie, cioè quote o azioni. L’obbligo scatta quando il disponente ha conoscenza del patrimonio del trust ed è informato della sua gestione. Si applica fino alla cessazione degli effetti del trust.
Da quando si applica il nuovo orientamento ANAC?
Secondo quanto riportato, la delibera entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La data di pubblicazione non è stata verificata su fonte primaria in questa sede. Per applicare il nuovo orientamento è prudente controllare la Gazzetta Ufficiale e il sito ANAC.
Che cosa succede alla determinazione ANAC n. 241/2017 e alle FAQ precedenti?
Dall’entrata in vigore della delibera, le indicazioni della determinazione n. 241/2017 e di alcune FAQ dedicate all’art. 14 sui contenuti delle dichiarazioni patrimoniali sono superate per trust e intestazioni fiduciarie. ANAC ha aggiornato le FAQ 1.12 e 1.14. Le amministrazioni devono quindi adeguare modulistica e istruzioni.
Perché ANAC ha esteso la dichiarazione a trust e fiduciarie?
Per rafforzare la trasparenza sostanziale sui titolari di cariche politiche. L’obiettivo indicato è conoscere tutti gli interessi economici di un amministratore pubblico e capire se le sue decisioni possano favorire interessi propri. Ciò consente di verificare indipendenza e potenziali conflitti di interesse. L’Autorità richiama anche la direttiva europea 2026/1021 sulla lotta alla corruzione.
Cosa insegna la prassi: riferimenti normativi e fonti
- Delibera ANAC n. 387 del 2026: trust e intestazioni fiduciarie nella dichiarazione patrimoniale. Data di adozione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale da verificare.
- Art. 14, comma 1, lett. f), d.lgs. 33/2013: dichiarazioni patrimoniali nell’ambito degli obblighi di trasparenza.
- Determinazione ANAC n. 241/2017: indicazioni precedenti, superate dal nuovo orientamento dalla sua entrata in vigore.
- FAQ ANAC nn. 1.12 e 1.14: aggiornate contestualmente alla delibera.
- Direttiva (UE) 2026/1021 del 29 aprile 2026: pubblicata nella GUUE l’11 maggio 2026, sulla lotta contro la corruzione. Un sito di settore indica come termine di recepimento il 1° giugno 2028, dato da verificare sul testo ufficiale.
- Art. 16 d.lgs. 36/2023: conflitto di interessi nei contratti pubblici, richiamato come raccordo operativo.
A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA. Il presente contributo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza professionale su casi specifici.
Fonte: Autorità Nazionale Anticorruzione, delibera n. 387 del 2026. (anticorruzione.it)

