IN SINTESI
Il professionista che ha svolto attività regolate, finanziate o retribuite da un Comune non può ricevere, prima del decorso del periodo di raffreddamento, un incarico ex art. 110, c. 1 del Tuel presso lo stesso ufficio. Lo ha affermato l’ANAC nella delibera n. 371 del 2026, riferita a un professionista che aveva aggiornato il Piano Comunale di Protezione Civile e poi era stato nominato Responsabile dell’area tecnica. Se l’incarico comporta l’esercizio esclusivo di competenze di amministrazione e gestione, rientra tra gli incarichi dirigenziali esterni. In quel caso si applica l’art. 4, c. 1, lett. c) del d.lgs. 39/2013 e l’incarico è inconferibile.
L’inconferibilità dell’incarico ex art. 110 Tuel dopo un’attività professionale per lo stesso ufficio
L’art. 4 del d.lgs. 39/2013 impedisce di affidare incarichi dirigenziali esterni a chi, nell’anno precedente, ha svolto in proprio attività professionali regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione che conferisce l’incarico. Il divieto riguarda gli incarichi relativi allo specifico settore o ufficio che esercita quei poteri di regolazione e finanziamento.
La ratio è preventiva. La norma evita che chi è stato controparte professionale dell’ufficio ne assuma poi la direzione, con il rischio di conflitto di interessi e di condizionamento dell’azione amministrativa.
Il caso esaminato dall’ANAC
Secondo la fonte, un Comune ha conferito a un professionista tre incarichi a tempo determinato ex art. 110, c. 1 del Tuel:
- funzionario tecnico di elevata qualificazione (febbraio 2025);
- Responsabile del Settore Tecnico Manutentivo (marzo 2025);
- nuovamente Responsabile (gennaio 2026).
Lo stesso professionista aveva lavorato per il Comune dal 2019 al gennaio 2025 sull’aggiornamento del Piano Comunale di Protezione Civile. L’ANAC ha valorizzato il carattere di continuità e stabilità di quella collaborazione. Il Settore Tecnico Manutentivo era inoltre competente su tutte le attività dell’area tecnica, comprese quelle relative al Piano.
Incarico dirigenziale esterno: la definizione che rileva
Per incarico dirigenziale esterno si intende, ai sensi dell’art. 1, c. 2, lett. k) del d.lgs. 39/2013, l’incarico di funzioni dirigenziali conferito a soggetti esterni all’amministrazione. L’ANAC ha ritenuto che gli incarichi ex art. 110, c. 1 del Tuel rientrino in questa nozione quando mancano altre figure dirigenziali sovraordinate. In quel caso il Responsabile esercita in via esclusiva le competenze di amministrazione e gestione. Il fatto che il Tuel qualifichi l’incarico in altro modo non esclude l’applicazione della disciplina sull’inconferibilità.
Tabella di sintesi: presupposti dell’inconferibilità
| Presupposto | Cosa verificare | Esito nel caso ANAC |
|---|---|---|
| Attività professionale pregressa | Incarico svolto in proprio nell’anno precedente | Piano di protezione civile, 2019-gennaio 2025 |
| Rapporto con l’ente | Attività regolata, finanziata o retribuita dal Comune | Incarico a favore dello stesso Comune |
| Natura dell’incarico | Incarico dirigenziale esterno con competenze gestionali esclusive | Art. 110, c. 1 Tuel, senza dirigente sovraordinato |
| Stesso settore o ufficio | Ufficio che ha esercitato regolazione e finanziamento | Area tecnica competente anche sul Piano |
Verifiche e controlli sull’inconferibilità dell’incarico art. 110 Tuel
Prima di conferire un incarico ex art. 110 Tuel, l’ente può seguire questi passaggi:
- Ricostruire gli incarichi pregressi del candidato verso l’ente (determine, contratti, fatture) e individuare l’ufficio che li ha gestiti.
- Verificare il periodo di raffreddamento, cioè se l’attività è cessata prima del termine previsto dall’art. 4 del d.lgs. 39/2013.
- Qualificare l’incarico: accertare se esiste un dirigente sovraordinato o se il Responsabile esercita in via esclusiva le competenze gestionali.
- Confrontare l’ufficio di destinazione con quello che ha regolato, finanziato o retribuito l’attività.
- Acquisire la dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità (art. 20 d.lgs. 39/2013) e controllarne la veridicità.
- Evitare riconferme e rinnovi senza nuova verifica: nel caso esaminato la violazione ha riguardato più conferimenti successivi.
- Coinvolgere il RPCT nei casi dubbi, prima della firma dell’atto.
Errore frequente: considerare rilevante solo l’incarico formale di “dirigente” e trascurare la sostanza delle funzioni attribuite con l’art. 110.
FAQ
L’art. 4 del d.lgs. 39/2013 si applica agli incarichi ex art. 110 del Tuel?
Sì, quando l’incarico ha natura sostanzialmente dirigenziale esterna. Secondo l’ANAC, se il Responsabile esercita in via esclusiva le competenze di amministrazione e gestione, in assenza di un dirigente sovraordinato, l’incarico rientra nella definizione dell’art. 1, c. 2, lett. k). Si applicano allora le cause di inconferibilità.
Chi ha redatto il Piano comunale di protezione civile può diventare Responsabile dell’area tecnica?
Non prima del decorso del periodo di raffreddamento, se il Piano rientra nella stessa area tecnica. Nel caso esaminato dall’ANAC, l’ufficio competente sul Piano era lo stesso in cui il professionista è stato poi nominato Responsabile. È quindi sussistita la violazione dell’art. 4, c. 1, lett. c).
Che cos’è l’inconferibilità di un incarico?
È il divieto di conferire un determinato incarico a chi si trovi in una delle condizioni previste dal d.lgs. 39/2013. Opera al momento del conferimento. L’atto che la viola è nullo ai sensi dell’art. 17 dello stesso decreto.
L’incarico dura più mesi: la violazione si ripete a ogni rinnovo?
Ogni nuovo conferimento va valutato autonomamente rispetto ai requisiti di legge. Nel caso esaminato dall’ANAC gli incarichi di Responsabile sono stati due (marzo 2025 e gennaio 2026), e la valutazione ha riguardato la sequenza degli atti. È prudente ripetere la verifica a ogni rinnovo.
Chi vigila sul rispetto delle norme sull’inconferibilità?
La vigilanza spetta all’ANAC, che può accertare le violazioni anche a seguito di segnalazioni. Sul piano interno, un ruolo di prevenzione e controllo è svolto dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) dell’ente.
Cosa insegna la prassi ANAC: riferimenti normativi e fonti
- Delibera ANAC n. 371 del 2026, approvata dal Consiglio il 23 settembre (dato non verificabile in questa sede: si raccomanda controllo su fonte ufficiale prima della pubblicazione).
- Art. 4, c. 1, lett. c), d.lgs. 39/2013: inconferibilità di incarichi dirigenziali esterni a chi ha svolto attività professionali regolate, finanziate o retribuite dall’ente.
- Art. 1, c. 2, lett. k), d.lgs. 39/2013: definizione di incarichi dirigenziali esterni.
- Art. 110, c. 1, d.lgs. 267/2000 (Tuel): incarichi dirigenziali a tempo determinato negli enti locali.
- Principio operativo: l’inconferibilità si valuta sulla sostanza delle funzioni e sull’identità dell’ufficio, non sulla denominazione dell’incarico.
A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA. Il presente contributo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza professionale su casi specifici.
Fonte: ANAC, delibera n. 371 del 2026, approvata dal Consiglio il 23 settembre. (anticorruzione.it)

