IN SINTESIEntro il 23 settembre 2026 tutte le pubbliche amministrazioni devono pubblicare o aggiornare, per ciascun sito web e applicazione mobile di cui sono titolari, la dichiarazione di accessibilità. La procedura si svolge tramite l’applicazione online di AgID (form.agid.gov.it), accessibile solo al Responsabile per la Transizione al Digitale con e-mail istituzionale censita su IPA. Per i siti già dichiarati negli anni precedenti è sufficiente confermare la pubblicazione dopo aver aggiornato i contenuti; per i siti nuovi occorre completare l’intera procedura e pubblicare il link generato dalla piattaforma nel footer del sito o nella sezione dedicata dell’app.
Cosa prevede l’obbligo e chi deve adempiere
L’obbligo di pubblicare e aggiornare annualmente la dichiarazione di accessibilità nasce dalla Legge 4/2004 (la cosiddetta Legge Stanca), come modificata dal D.Lgs. 106/2018 in attuazione della Direttiva europea 2016/2102 sull’accessibilità dei siti web e delle app mobili degli enti pubblici. Ogni pubblica amministrazione titolare di un sito web o di un’applicazione mobile rientra nel perimetro soggettivo della norma, a prescindere dalle dimensioni dell’ente.
L’adempimento ha cadenza annuale: la dichiarazione pubblicata resta valida fino al 23 settembre dell’anno successivo, dopodiché va confermata o rinnovata. Non si tratta di un obbligo “una tantum”: ogni anno l’amministrazione deve verificare che lo stato di conformità descritto nella dichiarazione corrisponda ancora alla situazione reale del servizio digitale.
Per quanto riguarda i soggetti privati, il quadro normativo si è progressivamente ampliato: il DL 76/2020 aveva già esteso alcuni obblighi di accessibilità alle aziende con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre esercizi; con il D.Lgs. 82/2022, di recepimento dell’Accessibility Act europeo (Direttiva UE 2019/882), il perimetro dei soggetti privati tenuti a garanzie di accessibilità è stato ulteriormente ampliato, con un regime specifico distinto da quello della dichiarazione AgID pensata per le PA. Il dettaglio applicativo per i singoli soggetti privati può presentare eccezioni: si raccomanda, nei casi dubbi, la verifica diretta sul sito AgID o la consulenza di un legale specializzato prima di assumere decisioni operative.
In sintesi operativa: per le pubbliche amministrazioni l’obbligo è sempre attivo e la scadenza del 23 settembre è fissa ogni anno, indipendentemente da modifiche successive al perimetro dei soggetti privati.
Cos’è la dichiarazione di accessibilità
La dichiarazione di accessibilità è un documento pubblico che attesta lo stato di conformità di un sito web o di un’applicazione mobile ai requisiti di accessibilità digitale, definiti dalla normativa e dalle linee guida tecniche AgID (basate sullo standard europeo UNI CEI EN 301549). Il documento deve indicare:
- lo stato di conformità del servizio digitale (conforme, parzialmente conforme, non conforme);
- gli eventuali contenuti non accessibili, con le relative motivazioni;
- il meccanismo di feedback, ossia il canale attraverso cui i cittadini possono segnalare barriere digitali riscontrate e richiedere supporto o contenuti alternativi.
Non è quindi un adempimento puramente formale, ma uno strumento di trasparenza che permette a chi utilizza il sito — comprese le persone con disabilità — di sapere in anticipo quali funzionalità sono pienamente accessibili e a chi rivolgersi in caso di difficoltà.
Nuova dichiarazione o aggiornamento: le differenze operative
La procedura da seguire cambia a seconda che l’amministrazione stia pubblicando una dichiarazione per la prima volta oppure stia aggiornando una dichiarazione già esistente.
| Situazione | Cosa fare | Esito |
|---|---|---|
| Sito/app nuovo, mai dichiarato | Compilare l’intera procedura sul form AgID | La piattaforma genera un link univoco da inserire nel footer del sito o nella sezione dedicata dell’app |
| Dichiarazione già pubblicata negli anni precedenti | Aggiornare i contenuti e confermare la pubblicazione | La dichiarazione resta valida per un altro anno, fino al 23 settembre successivo |
| Accesso alla piattaforma | Solo il Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD) | L’e-mail istituzionale del RTD deve essere correttamente censita sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) |
In entrambi i casi, AgID mette a disposizione un manuale utente e una guida operativa sulla piattaforma per supportare la compilazione corretta dei campi richiesti.
Verifiche e adempimenti del RTD entro il 23 settembre
Per chi gestisce la digitalizzazione di un ente pubblico — inclusi i RUP e i responsabili dei portali di e-procurement, spesso coinvolti perché le piattaforme di gara sono anch’esse servizi digitali soggetti a obblighi di accessibilità — è utile seguire una sequenza operativa chiara prima della scadenza:
- Censire tutti i siti e le app di cui l’ente è titolare, comprese eventuali piattaforme di servizio (portali tematici, app dedicate, sotto-domini gestiti autonomamente).
- Verificare che l’e-mail del RTD sia correttamente censita su IPA: senza questo passaggio l’accesso al form AgID non è possibile.
- Distinguere, per ciascun servizio digitale, se si tratta di prima dichiarazione o di aggiornamento, per seguire il percorso corretto sulla piattaforma.
- Aggiornare i contenuti relativi allo stato di conformità, verificando che eventuali criticità già segnalate risultino ancora attuali o siano state risolte.
- Controllare che il meccanismo di feedback sia realmente funzionante (indirizzo e-mail attivo, modulo di contatto raggiungibile), non solo formalmente indicato.
- Pubblicare o confermare la dichiarazione entro il 23 settembre e verificare che il link compaia correttamente nel footer del sito o nella sezione informazioni dell’app.
Errore frequente: limitarsi a “confermare” la dichiarazione senza aver realmente verificato che lo stato di conformità dichiarato corrisponda ancora alla situazione del sito, specie dopo migrazioni, restyling grafici o cambi di CMS avvenuti nel corso dell’anno. Una dichiarazione non aggiornata nella sostanza, pur formalmente pubblicata, espone l’ente a rilievi in sede di monitoraggio AgID.
FAQ
Cosa succede se una PA non pubblica la dichiarazione di accessibilità entro il 23 settembre?
La mancata pubblicazione o l’aggiornamento scorretto costituisce un inadempimento rispetto a un obbligo di legge. AgID svolge attività di monitoraggio e vigilanza sulle pubblicazioni e può intervenire nei confronti degli enti inadempienti; si raccomanda comunque di verificare sul sito AgID le modalità e i tempi con cui vengono gestiti eventuali casi di inadempienza, poiché possono essere soggetti ad aggiornamenti.
Chi può accedere al form AgID per compilare la dichiarazione?
Solo il Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD) dell’ente, tramite la propria e-mail istituzionale. È indispensabile che tale indirizzo sia correttamente censito sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA): in caso contrario l’accesso alla piattaforma non è consentito e va prima corretto il dato su IPA.
La dichiarazione di accessibilità va rifatta ogni anno da zero?
No. Per i siti e le app già dichiarati negli anni precedenti è sufficiente aggiornare i contenuti relativi allo stato di conformità e confermare la pubblicazione. La procedura completa dal form AgID è richiesta solo per i servizi digitali dichiarati per la prima volta.
Dove va inserito il link alla dichiarazione di accessibilità?
Per i nuovi siti, il link univoco generato da AgID al termine della compilazione va inserito nel footer del sito web o nella sezione dedicata dell’applicazione mobile, in modo che sia sempre facilmente raggiungibile da qualsiasi pagina.
Cosa deve contenere obbligatoriamente la dichiarazione, oltre allo stato di conformità?
Deve indicare gli eventuali contenuti non accessibili, con le relative motivazioni, e il meccanismo di feedback attraverso cui gli utenti — comprese le persone con disabilità — possono segnalare barriere digitali riscontrate e richiedere supporto o formati alternativi ai contenuti non accessibili.
Anche i soggetti privati devono presentare la dichiarazione di accessibilità AgID?
Il tema riguarda in primo luogo le pubbliche amministrazioni. Per i soggetti privati di grandi dimensioni il quadro normativo è distinto e si è evoluto nel tempo, da ultimo con il recepimento dell’Accessibility Act europeo: si raccomanda di verificare sul sito AgID il regime applicabile al caso specifico, poiché le soglie e le modalità di adempimento non coincidono con quelle previste per le PA.
Dove si possono consultare i dati sul livello di conformità delle PA?
All’indirizzo monitoraggio.accessibilita.agid.gov.it sono disponibili report e statistiche sull’andamento delle pubblicazioni delle dichiarazioni e sul livello medio di conformità dei siti e delle app della pubblica amministrazione.
Anche le piattaforme di e-procurement rientrano nell’obbligo di accessibilità?
Sì: qualunque sito web o applicazione mobile di titolarità di un ente pubblico, comprese le piattaforme telematiche utilizzate per lo svolgimento delle procedure di gara, rientra nel perimetro dei servizi digitali per cui va garantita e dichiarata l’accessibilità.
Cosa insegna la prassi: riferimenti normativi e fonti
- Legge 4/2004 (Legge Stanca) — norma cardine sull’accessibilità degli strumenti informatici per la pubblica amministrazione.
- D.Lgs. 106/2018 — modifica la Legge 4/2004 in attuazione della Direttiva 2016/2102.
- Direttiva UE 2016/2102 — accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti del settore pubblico.
- DL 76/2020 — estende specifici obblighi di accessibilità ad alcuni soggetti privati con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro.
- D.Lgs. 82/2022 — recepisce l’Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), ampliando il perimetro degli obblighi di accessibilità per i soggetti privati con un regime distinto da quello delle PA.
- AgID — ente responsabile della piattaforma per la presentazione delle dichiarazioni (form.agid.gov.it) e del monitoraggio dei livelli di conformità.
A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA. Il presente contributo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza professionale su casi specifici.
Fonte: AgID, “Dichiarazione di accessibilità: pubblicazione o aggiornamento entro il 23 settembre”, comunicato del 16 settembre 2026, www.agid.gov.it.

