IN SINTESIIl Catalogo ANAC rischi corruttivi sanità, approvato con delibera n. 318 del 29 luglio 2026, è il documento con cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione individua gli ambiti di attività del settore sanitario più esposti a fenomeni corruttivi e le relative misure di prevenzione. Le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale devono utilizzarlo come riferimento per compilare la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO). Il Catalogo copre appalti, ricerca biomedica, marketing farmaceutico, gestione del personale, risorse finanziarie ed erogazione dei servizi, con particolare attenzione a liste d’attesa e attività libero-professionale. Il documento nasce da una consultazione pubblica svoltasi dal 3 giugno al 3 luglio 2026 e integra la Tassonomia GIMBE frodi e abusi in sanità.
Cosa contiene il Catalogo ANAC rischi corruttivi sanità
Il Catalogo è un documento a carattere generale, non vincolante nella forma di un regolamento ma operativamente centrale per chi redige gli strumenti anticorruzione delle aziende sanitarie. Per ciascun ambito di attività individuato, l’Autorità elenca i principali rischi corruttivi ricorrenti e le misure suggerite per mitigarli, seguendo lo schema già adottato nei Piani Nazionali Anticorruzione (PNA) e nei relativi aggiornamenti.
Il documento non introduce nuovi obblighi normativi, ma sistematizza e aggiorna indicazioni già presenti nei PNA, aggiungendo ambiti prima non trattati in modo specifico: la regolamentazione del sistema sanitario, la ricerca biomedica, il marketing di farmaci e dispositivi, la distribuzione e lo stoccaggio di prodotti sanitari.
Il Presidente ANAC Busìa ha collegato l’iniziativa alla rilevanza economica del settore: la sanità assorbe circa il 25% della spesa complessiva dei contratti pubblici, e l’8% delle segnalazioni di whistleblowing ricevute da ANAC riguarda proprio questo comparto. Le irregolarità più segnalate includono malagestione di reparti, anomalie negli appalti, irregolarità nelle liste d’attesa, clientelismo negli incarichi, processi di accreditamento sospetti e concorsi pilotati.
Il rapporto con i Piani Nazionali Anticorruzione
Il Catalogo non sostituisce i PNA ma li integra, richiamando in particolare l’Aggiornamento 2023 e il PNA 2025. Per gli ambiti relativi ai contratti pubblici, ANAC ha tenuto conto anche degli altri atti generali già adottati in materia di appalti. Questo significa che, nella predisposizione del PIAO, le aziende sanitarie devono leggere il Catalogo in combinato disposto con gli strumenti anticorruzione già vigenti, senza considerarlo un documento sostitutivo.
Gli ambiti di attività a maggior rischio corruttivo
Il settore sanitario presenta, per sua natura, alcuni fattori che favoriscono fenomeni di cattiva amministrazione: elevata complessità decisionale, rilevanti interessi economici, forte interazione tra pubblico e privato e asimmetrie informative tra chi eroga il servizio e chi lo riceve o lo controlla.
Rischio corruttivo in sanità è, secondo l’impostazione del Catalogo, qualsiasi condotta — anche non penalmente rilevante — che comporti uso distorto del potere decisionale a fini privati, a danno dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa sanitaria.
Gli ambiti approfonditi dal Catalogo, oltre ai tradizionali appalti e affidamenti, comprendono:
- la regolamentazione del sistema sanitario a livello regionale e aziendale;
- la ricerca biomedica e i rapporti con sponsor privati;
- il marketing e la promozione di farmaci, dispositivi medici e altre tecnologie sanitarie;
- la distribuzione e lo stoccaggio dei prodotti sanitari;
- la gestione delle risorse finanziarie e delle risorse umane;
- l’erogazione dei servizi sanitari, con focus su rapporti con enti accreditati, attività di vigilanza e controllo, e attività libero-professionale intramuraria collegata alle liste d’attesa.
Delibera ANAC 318/2026: tabella di sintesi degli ambiti e delle misure
Per orientarsi rapidamente tra i principali ambiti trattati dal Catalogo, la tabella seguente riassume rischi tipici e misure di prevenzione indicate da ANAC.
| Ambito di attività | Rischio corruttivo tipico | Misura di prevenzione suggerita |
|---|---|---|
| Appalti e affidamenti sanitari | Specifiche tecniche costruite su misura per un fornitore | Verifica indipendente dei capitolati, rotazione dei membri delle commissioni |
| Ricerca biomedica | Conflitti di interesse non dichiarati con sponsor privati | Registri pubblici dei conflitti di interesse, trasparenza sui finanziamenti |
| Marketing farmaceutico e dispositivi | Pressioni commerciali su prescrittori | Tracciabilità dei rapporti tra industria e personale sanitario |
| Accreditamento strutture | Concessioni non motivate o non uniformi | Criteri oggettivi e verificabili, controlli a campione |
| Liste d’attesa e libera professione | Precedenze non giustificate, uso improprio dell’intramoenia | Monitoraggio informatizzato delle liste, controlli incrociati |
| Gestione risorse umane | Incarichi assegnati per relazioni personali | Procedure comparative tracciate, pubblicità dei criteri di selezione |
Cosa devono fare le aziende e gli enti del SSN per il PIAO
Le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale devono usare il Catalogo come base per la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO. In pratica, il percorso operativo suggerito dal documento si articola in questi passaggi:
- Mappare i processi aziendali rispetto agli ambiti individuati dal Catalogo, verificando quali sono effettivamente presenti nella propria organizzazione (non tutte le aziende sanitarie svolgono, ad esempio, attività di ricerca biomedica).
- Confrontare i rischi già mappati nel precedente PIAO con quelli elencati nel Catalogo, integrando le voci mancanti e aggiornando la valutazione del livello di esposizione.
- Verificare l’adeguatezza delle misure di prevenzione già adottate rispetto a quelle suggerite da ANAC, individuando eventuali scostamenti da colmare.
- Coinvolgere il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) nella validazione della nuova sottosezione, assicurando coerenza con il sistema dei controlli interni.
- Programmare il monitoraggio periodico degli ambiti a rischio più elevato, in particolare liste d’attesa, appalti e accreditamento, con indicatori misurabili.
- Formare il personale coinvolto nei processi a rischio, con particolare attenzione a chi gestisce appalti, incarichi e rapporti con l’industria farmaceutica.
L’errore più frequente in questa fase è trattare il Catalogo come un adempimento formale da “copiare” nel PIAO, senza un’effettiva verifica di coerenza con i processi reali dell’azienda: un approccio che espone a rilievi in sede di controllo e riduce l’efficacia preventiva dello strumento.
FAQ
Cos’è il Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario?
È un documento generale approvato da ANAC con delibera n. 318 del 29 luglio 2026, che individua gli ambiti di attività sanitaria più esposti a rischio corruttivo e le misure suggerite per prevenirli. Le aziende e gli enti del SSN lo usano come riferimento per la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO.
Il Catalogo ANAC è obbligatorio per le aziende sanitarie?
Il Catalogo non introduce obblighi normativi nuovi e autonomi, ma è un documento a cui le aziende e gli enti del SSN “possono fare riferimento”: nella prassi, però, costituisce lo standard atteso in sede di verifica dei Piani Integrati di Attività e Organizzazione, quindi la sua applicazione è fortemente raccomandata.
Quali sono gli ambiti più a rischio corruttivo in sanità secondo ANAC?
Il Catalogo individua, tra gli altri, appalti e affidamenti, ricerca biomedica, marketing di farmaci e dispositivi, distribuzione e stoccaggio di prodotti, gestione delle risorse umane e finanziarie, ed erogazione dei servizi sanitari, con attenzione specifica a liste d’attesa e attività libero-professionale.
Che rapporto c’è tra il Catalogo e i Piani Nazionali Anticorruzione (PNA)?
Il Catalogo integra e aggiorna le indicazioni già presenti nei PNA e nei relativi aggiornamenti, in particolare l’Aggiornamento 2023 e il PNA 2025, aggiungendo ambiti prima non trattati in modo specifico, come ricerca biomedica e marketing sanitario.
Da dove nascono i dati sui rischi corruttivi in sanità citati da ANAC?
Il Presidente Busìa ha richiamato dati secondo cui la sanità assorbe circa il 25% della spesa complessiva dei contratti pubblici e l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda il settore sanitario, con irregolarità ricorrenti in appalti, liste d’attesa, incarichi e accreditamenti.
Cos’è la Tassonomia GIMBE richiamata dal Catalogo ANAC?
È una classificazione di frodi e abusi in sanità elaborata dalla Fondazione GIMBE e pubblicata nell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale del 2025; il Catalogo ANAC ne trae spunto per strutturare gli ambiti di rischio e integrarli con le proprie indicazioni.
Come deve procedere un’azienda sanitaria per aggiornare il PIAO dopo il Catalogo ANAC?
Deve mappare i propri processi rispetto agli ambiti indicati dal Catalogo, confrontarli con i rischi già individuati nel PIAO precedente, verificare l’adeguatezza delle misure adottate e coinvolgere il RPCT nella validazione della nuova sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza”.
Il Catalogo ANAC riguarda anche gli appalti pubblici in sanità?
Sì, gli appalti sono uno degli ambiti espressamente trattati, con rischi legati a specifiche tecniche costruite su misura, anomalie nelle procedure di affidamento e nella gestione dei contratti, e misure suggerite come la rotazione delle commissioni e la verifica indipendente dei capitolati.
Cosa insegna la prassi ANAC: riferimenti normativi e fonti
- Delibera ANAC n. 318 del 29 luglio 2026 — approvazione del Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario.
- Consultazione pubblica online ANAC, 3 giugno – 3 luglio 2026 — consultazione sul testo posto in approvazione preliminare dal Consiglio dell’Autorità il 18 maggio 2026.
- Piani Nazionali Anticorruzione (PNA), Aggiornamento 2023 e PNA 2025 — richiamati come base delle indicazioni sui contratti pubblici in sanità.
- Tassonomia GIMBE frodi e abusi in sanità — contenuta nell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GIMBE (2025).
- Legge 6 novembre 2012, n. 190 — disciplina generale in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione.
A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA. Il presente contributo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza professionale su casi specifici.
Fonte: ANAC, “Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario”, Delibera n. 318 del 29 luglio 2026, portale anticorruzione.it.

