Stazioni Appaltanti Qualificate: a Marzo 2026 Sono 3.919

Lug 30, 2026

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IN SINTESI

Al 31 marzo 2026 le amministrazioni qualificate ai sensi del sistema previsto dal Codice dei Contratti Pubblici sono 3.919: il 18,1% solo per “Lavori”, il 21,8% solo per “Servizi e forniture” e il 60,1% per entrambi i settori. In termini assoluti, 3.066 enti risultano qualificati per “Lavori” e 3.210 per “Servizi e forniture”. La quota di istanze respinte oscilla tra il 9,2% e il 12,5%, in linea con il primo biennio. Il livello massimo di qualificazione riguarda oltre il 60% degli enti nel settore Lavori e il 58% in Servizi e forniture, con percentuali molto più alte per le centrali di committenza. Il dato più rilevante per gli operatori è il divario tra Comuni piccoli e grandi: fino al 31% delle istanze dei Comuni sotto i 15mila abitanti risulta non qualificato nel settore Servizi e forniture.

Il quadro generale della qualificazione al 31 marzo 2026

Il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, disciplinato dagli artt. 62 e 63 del D.Lgs. 36/2023 e rafforzato dal decreto correttivo D.Lgs. 209/2024, entra ora nel suo secondo biennio di applicazione. Il Report trimestrale ANAC aggiornato al primo trimestre 2026 fotografa una fase già matura del sistema: nove mesi dopo l’avvio del nuovo biennio, le amministrazioni qualificate sono 3.919, cifra che non include i soggetti qualificati di diritto.

La distribuzione tra i due settori principali mostra un quadro equilibrato ma con differenze operative significative. Per il settore “Lavori” risultano qualificate 3.066 amministrazioni, di cui 709 esclusivamente per questo settore e 2.357 per entrambi. Per “Servizi e forniture” il totale sale a 3.210 amministrazioni, con 853 enti qualificati solo in questo ambito oltre alle 2.357 abilitate su entrambi i fronti.

Sul fronte delle domande presentate, il numero di istanze per “Servizi e forniture” (4.685) supera quello per “Lavori” (4.358), segnale che questo settore genera una domanda di qualificazione più ampia, probabilmente per la maggiore frequenza di affidamenti di importo contenuto che ricadono in questa categoria.

Cosa significa “qualificata con riserva” e perché conta

Un dato spesso trascurato ma rilevante per gli operatori è quello delle qualificazioni “con riserva”: al 31 marzo 2026 sono 48 le istanze in questa condizione (20 per Lavori e 28 per Servizi e forniture), riconducibili a 37 enti distinti.

La qualificazione con riserva indica che l’amministrazione ha ottenuto l’iscrizione all’elenco pur non avendo ancora perfezionato integralmente tutti i requisiti richiesti, situazione che impone particolare attenzione da parte del RUP nella verifica della propria posizione prima di avviare procedure che presuppongano il possesso pieno della qualificazione.

Sul piano degli esiti negativi, la percentuale di istanze respinte si attesta tra il 9,2% per “Lavori” e il 12,5% per “Servizi e forniture”, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2024, cioè nove mesi dopo l’avvio del primo biennio. Questa stabilità suggerisce che il sistema di verifica dei requisiti non ha subito un irrigidimento significativo tra i due cicli, nonostante l’introduzione dei nuovi criteri del Correttivo.

Livelli di qualificazione: dati a confronto tra Lavori e Servizi e forniture

Il Report distingue tre livelli di qualificazione (massimo, intermedio, minimo), con risultati sostanzialmente allineati tra i due settori.

Indicatore Lavori Servizi e forniture
Livello massimo 60,7% (1.860 enti) 58,2% (1.867 enti)
Livello intermedio 25,3% (777 enti) 22% (707 enti)
Livello minimo 14% (429 enti) 19,8% (636 enti)
Livello massimo per centrali di committenza 82,6% 76,5%

 

Le centrali di committenza, che rappresentano il 13,9% degli enti qualificati in “Lavori” (425 su 3.066) e il 12,5% in “Servizi e forniture” (400 su 3.210), mostrano performance nettamente superiori alla media, confermando che l’aggregazione della domanda pubblica produce strutture organizzative più solide ai fini del punteggio di qualificazione.

Un ulteriore elemento emerge dal confronto tra i due bienni: su 3.188 enti che hanno presentato domanda in “Lavori” in entrambi i cicli, circa 2.569 mantengono lo stesso esito “qualificata”, ma 87 enti prima qualificati risultano ora non qualificati, a fronte di 186 enti che hanno invece ottenuto per la prima volta la qualificazione. Nel settore “Servizi e forniture” il numero di enti che perdono la qualificazione sale a 261 su 3.581, un dato che il report collega all’assenza di un ampliamento del perimetro delle gare rilevanti ai fini del punteggio per esperienza, a differenza di “Lavori” dove ora sono considerati i CIG sopra 150mila euro anziché sopra 500mila euro come nel biennio precedente.

Cosa devono verificare RUP e stazioni appaltanti dopo il report

I dati del report suggeriscono alcune priorità operative per le amministrazioni, soprattutto quelle di dimensioni più contenute.

  • Verificare tempestivamente lo stato della propria qualificazione: in particolare se la domanda è stata classificata “con riserva”, per evitare di avviare affidamenti senza il possesso pieno dei requisiti.
  • Monitorare l’evoluzione del punteggio per esperienza: considerando che il perimetro dei CIG rilevanti è cambiato per il settore Lavori, con soglia a 150mila euro rispetto al biennio precedente.
  • Valutare l’adesione a una centrale di committenza o forme di aggregazione: questi soggetti raggiungono il livello massimo di qualificazione in oltre 3 casi su 4.
  • Prestare particolare attenzione se si tratta di un Comune sotto i 15mila abitanti: il report mostra che in questa fascia la quota di istanze non qualificate sale al 10% per “Lavori” e fino al 31% per “Servizi e forniture”, contro l’1% e il 3% dei Comuni più grandi.
  • Investire su competenze e formazione del personale: sono elementi che concorrono al punteggio complessivo insieme all’esperienza nelle gare svolte.

Questi passaggi non sostituiscono una verifica puntuale sul portale ANAC, ma rappresentano le aree su cui il divario tra enti qualificati e non qualificati appare più marcato secondo i dati del primo trimestre 2026.

FAQ

Quante sono le stazioni appaltanti qualificate al 31 marzo 2026?

Sono 3.919 le amministrazioni qualificate secondo il Report trimestrale ANAC aggiornato al primo trimestre 2026, cifra che non comprende i soggetti qualificati di diritto. Di queste, 3.066 risultano qualificate per il settore “Lavori” e 3.210 per “Servizi e forniture”, con una quota significativa di enti abilitati su entrambi i fronti.

Cosa significa qualificazione “con riserva”?

Indica che un’amministrazione ha ottenuto l’iscrizione nell’elenco ANAC pur non avendo ancora completato tutti i requisiti previsti. Al 31 marzo 2026 sono 48 le istanze in questa condizione, relative a 37 enti distinti, che devono monitorare con attenzione la propria posizione prima di avviare procedure di affidamento.

Qual è la percentuale di domande respinte nel nuovo biennio di qualificazione?

La quota di istanze con esito “non qualificata” si attesta tra il 9,2% per il settore “Lavori” e il 12,5% per “Servizi e forniture”. Il dato è sostanzialmente in linea con quanto registrato nello stesso periodo del primo biennio, segno di una relativa stabilità nei criteri di valutazione applicati da ANAC.

Perché le centrali di committenza ottengono più spesso il livello massimo di qualificazione?

Le centrali di committenza aggregano la domanda di più amministrazioni, accumulando volumi di gare, competenze e formazione del personale superiori alla media. Questo si traduce in una quota di livello massimo dell’82,6% per “Lavori” e del 76,5% per “Servizi e forniture”, contro il 60,7% e il 58,2% registrati sulla generalità degli enti qualificati.

Perché sono cambiati i criteri di punteggio per esperienza nel settore Lavori?

Nel nuovo biennio il perimetro dei CIG rilevanti ai fini del punteggio per esperienza nel settore “Lavori” è stato ampliato, considerando ora gli affidamenti sopra i 150mila euro anziché sopra i 500mila euro del biennio precedente. Questo ampliamento non è avvenuto nel settore “Servizi e forniture”, il che spiega in parte il maggior numero di enti che hanno perso la qualificazione in questo ambito.

I Comuni piccoli hanno più difficoltà a qualificarsi rispetto ai Comuni più grandi?

Sì, il divario è netto: per i Comuni sopra i 15mila abitanti solo l’1% delle istanze “Lavori” e il 3% di “Servizi e forniture” risultano non qualificate, mentre per i Comuni più piccoli queste percentuali salgono rispettivamente al 10% e al 31%. Il sistema di punteggio tiene conto delle diverse capacità attese tra le due tipologie di enti.

Dove si consulta l’elenco ufficiale delle stazioni appaltanti qualificate?

L’elenco aggiornato delle stazioni appaltanti e centrali di committenza qualificate, con i relativi dettagli, è pubblicato sul sito istituzionale di ANAC, insieme al Report trimestrale che fornisce l’analisi statistica completa su istanze, esiti e livelli di qualificazione.

 

Cosa insegna il report: riferimenti normativi e fonti

  • D.Lgs. 36/2023, artt. 62-63 — disciplina il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza nell’ambito del Codice dei Contratti Pubblici.
  • D.Lgs. 209/2024 (decreto Correttivo) — ha introdotto modifiche ai criteri di qualificazione applicati a partire dal nuovo biennio, incluso l’ampliamento del perimetro dei CIG rilevanti per il settore Lavori.
  • Report trimestrale ANAC sulla qualificazione delle stazioni appaltanti — fonte statistica primaria dei dati riportati, aggiornata al 31 marzo 2026.

A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA. Il presente contributo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza professionale su casi specifici.

Fonte: ANAC, Report trimestrale sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, dati aggiornati al 31 marzo 2026 — anticorruzione.it, comunicato del 29 luglio 2026.