Criteri soggettivi nell’offerta tecnica: il bando può premiare le caratteristiche del concorrente legate all’appalto

Ott 28, 2026

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IN SINTESI

I criteri soggettivi nell’offerta tecnica sono legittimi quando riguardano caratteristiche del concorrente direttamente collegate all’oggetto del contratto e idonee a indicare una migliore esecuzione della commessa. Con la sentenza n. 7773 del 27 ottobre 2026, la Sezione V del Consiglio di Stato ribadisce che, per determinate tipologie di appalto, il bando può prevedere elementi di valutazione di tipo soggettivo. Il divieto di commistione tra requisiti di qualificazione e criteri di valutazione non è assoluto: la stazione appaltante deve però giustificare il nesso con la prestazione e mantenere un peso del punteggio proporzionato.

Il principio affermato dal Consiglio di Stato sui criteri soggettivi nell’offerta tecnica

Che cosa afferma la pronuncia

Secondo la massima della sentenza, in relazione a determinate tipologie di appalto i profili soggettivi dell’offerente possono qualificare intrinsecamente l’offerta, perché possono evidenziare indici di una migliore esecuzione della commessa. In altri termini, ciò che il concorrente è, sa fare e ha già fatto può diventare un elemento che «illumina» la qualità della proposta tecnica.

Il Collegio chiarisce che determinate caratteristiche soggettive, in quanto riguardano direttamente l’oggetto del contratto, possono essere valutate anche ai fini della selezione dell’offerta. Il bando può quindi contenere elementi di valutazione tecnica di tipo soggettivo, ad esempio legati alla specifica attitudine del concorrente a realizzare il progetto messo a gara.

Perché il divieto di commistione non è assoluto

Il principio non è isolato. Dopo l’impostazione restrittiva della Corte di giustizia UE nella causa C-532/06 (Lianakis), la giurisprudenza amministrativa nazionale ha riconosciuto un’attenuazione del divieto di commistione, purché gli elementi soggettivi incidano sulla qualità della prestazione e siano previsti nel rispetto di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza.

È la stessa linea già seguita dall’ANAC nelle Linee guida n. 2, secondo cui i profili soggettivi possono essere valutati se consentono di apprezzare meglio il contenuto e l’affidabilità dell’offerta e riguardano aspetti che incidono in modo diretto sulla qualità della prestazione.

Il divieto di commistione: definizione e portata

Il divieto di commistione è la regola tradizionale secondo cui i requisiti soggettivi di qualificazione del concorrente (idoneità, capacità tecnico-professionale, esperienza) non dovrebbero confluire nei criteri di valutazione dell’offerta. I primi servono ad ammettere l’operatore alla gara, i secondi a misurare la qualità della proposta.

La commistione tollerata è quella in cui l’elemento soggettivo diventa un indicatore della qualità dell’offerta. Un’esperienza specifica, un’organizzazione dedicata o una competenza pertinente possono essere premiate solo se aiutano a prevedere una migliore esecuzione dell’appalto concreto, non se premiano genericamente la «bravura» dell’impresa.

La discrezionalità della stazione appaltante in materia è ampia ma non libera: deve essere esercitata nella lex specialis, motivata sul nesso con l’oggetto del contratto e coerente con i principi di proporzionalità e parità di trattamento.

Criteri di qualificazione e criteri soggettivi di valutazione a confronto

La tabella sintetizza la differenza operativa tra i due strumenti, utile per impostare o controllare la lex specialis.

AspettoRequisito di qualificazioneCriterio soggettivo di valutazione
FunzioneAmmettere o escludere il concorrenteAttribuire punteggio all’offerta tecnica
EffettoSoglia minima, sì/noGraduazione premiante
Condizione di legittimitàPertinenza e proporzionalità rispetto all’appaltoNesso diretto con la qualità della prestazione e peso contenuto
Rischio di contenziosoClausola restrittiva o sproporzionataCommistione illegittima, punteggio irragionevole

Verifiche e controlli del RUP sui criteri soggettivi nell’offerta tecnica

Prima di inserire o applicare criteri soggettivi nell’offerta tecnica, il RUP può seguire questi passaggi:

  1. Verificare la tipologia di appalto: il principio opera per determinate tipologie di appalto, tipicamente quelle in cui l’esecuzione dipende in modo rilevante dalle competenze e dall’esperienza dell’affidatario.
  2. Motivare il nesso con l’oggetto del contratto: nella documentazione di gara va spiegato perché quella caratteristica soggettiva migliora la prestazione richiesta.
  3. Distinguere il criterio dal requisito di partecipazione: lo stesso elemento non deve essere richiesto come soglia di ammissione e poi premiato senza una ragione ulteriore.
  4. Contenere il peso del punteggio: le Linee guida ANAC n. 2 indicavano, di regola, un limite orientativo di 10 punti sul totale. Va verificato se e come tale indicazione sia applicabile nel quadro del d.lgs. 36/2023.
  5. Formulare sub-criteri e sub-pesi chiari, per consentire alla commissione giudicatrice una valutazione tracciabile e ridurre il rischio di censure per irragionevolezza.
  6. Evitare criteri generici o ripetitivi, come il mero fatturato o il numero di anni di attività, privi di collegamento con il progetto.
  7. Documentare le valutazioni in verbale, con riferimento puntuale agli elementi dell’offerta e del concorrente.

Errori più frequenti. La riproposizione in punteggio di requisiti già richiesti per l’ammissione, i criteri indeterminati e il peso eccessivo dell’elemento soggettivo sul totale.

FAQ

I criteri soggettivi possono essere valutati nell’offerta tecnica?

Sì, in determinate ipotesi. Secondo il Consiglio di Stato, Sez. V, n. 7773/2026, per determinate tipologie di appalto i profili soggettivi dell’offerente possono qualificare l’offerta, perché indicano una migliore esecuzione della commessa. Il bando può prevedere elementi soggettivi solo se direttamente collegati all’oggetto del contratto, e la stazione appaltante deve motivare la scelta e mantenere il peso del punteggio proporzionato.

Il divieto di commistione tra requisiti soggettivi e criteri di valutazione è assoluto?

No. Il divieto è un principio tendenziale, attenuato dalla giurisprudenza amministrativa quando l’elemento soggettivo incide sulla qualità della prestazione e consente di apprezzare meglio l’affidabilità dell’offerta. Resta l’obbligo di rispettare proporzionalità, ragionevolezza e parità di trattamento, evitando di premiare caratteristiche generiche dell’impresa non collegate all’appalto specifico.

L’esperienza pregressa del concorrente può dare punteggio in gara?

Può farlo se è correlata allo specifico progetto messo a gara e consente di prevedere una migliore esecuzione. La giurisprudenza richiamata in materia ammette elementi che valorizzano l’attitudine del concorrente a realizzare il progetto, anche sulla base di analoghe esperienze. Sono invece a rischio criteri generici, privi di collegamento con l’oggetto del contratto.

Esiste un limite di punteggio per i criteri soggettivi?

Le Linee guida ANAC n. 2 indicavano, di regola, un peso limitato dei criteri soggettivi, ad esempio non oltre 10 punti sul totale. La massima della sentenza n. 7773/2026 non indica soglie numeriche. Prima di applicare il limite nel quadro del d.lgs. 36/2023 è opportuno verificare gli atti ANAC e la giurisprudenza aggiornati.

Quali rischi corre la stazione appaltante con criteri soggettivi mal formulati?

Il rischio principale è l’impugnazione della lex specialis o dell’aggiudicazione per illegittima commistione, irragionevolezza o sproporzione dei punteggi, con possibile annullamento degli atti e ripetizione della procedura. Una motivazione puntuale nella documentazione di gara sul nesso con la prestazione riduce sensibilmente l’esposizione al contenzioso.

Cosa insegna la giurisprudenza: riferimenti normativi e fonti

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 27/10/2026, n. 7773: i profili soggettivi dell’offerente possono qualificare l’offerta, per determinate tipologie di appalto, come indici di migliore esecuzione.
  • Corte di giustizia UE, causa C-532/06 (Lianakis): origine del divieto di commistione tra criteri di qualificazione e di aggiudicazione.
  • ANAC, Linee guida n. 2: ammissibilità di profili soggettivi che incidono sulla qualità della prestazione e peso limitato, di regola non oltre 10 punti. Da verificare l’applicabilità nel quadro del d.lgs. 36/2023.
  • D.lgs. 36/2023, art. 108 (criteri di aggiudicazione e offerta economicamente più vantaggiosa) e art. 100 (requisiti di ordine speciale).

 

A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA. Il presente contributo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza professionale su casi specifici.

Fonte: Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza del 27 ottobre 2026, n. 7773. (giurisprudenzappalti.it)